Metà dei maturandi non capisce l’italiano, come andranno a votare?

non capisce l'italiano

I test Invalsi degli esami delle scuole medie e superiori hanno tracciato uno spaccato dell’Italia scoraggiante. La penisola è ancora divisa (non che pensassimo il contrario), tra nord e sud. Tallone d’Achille la Calabria, dove il 65% dei ragazzi del quinto superiore non ha superato la prova di inglese del listening (la prova di ascolto). Sicuramente, e purtroppo aggiungerei, si continua a lavorare di più sui testi scritti e non sulla comprensione, per poi ritrovarci impreparati anche solo per un breve viaggio, figuriamoci se si pensa di andare a lavorare all’estero dopo la scuola.

Il dato più grave, però, è che il 70% di quegli studenti non comprendono un testo in italiano. Questo vuol dire che non sanno leggere un biglietto del treno, uno scontrino della farmacia o un articolo di giornale. Vuol dire che non hanno la possibilità di informarsi correttamente e autonomamente per poi esprimere con consapevolezza il proprio voto.

Se nelle regioni del nord Italia le cose vanno meglio e le percentuali di chi non raggiunge il livello della sufficienza scendono notevolmente, al sud (anche se con percentuali diverse), la situazione è preoccupante: uno studente su due non capisce l’italiano.

I dati non si discostano da uno studio realizzato già nel dicembre del 2018 da Tullio De Mauro, uno dei più grandi linguisti italiani che è stato anche ministro dell’Istruzione. “Otto italiani su dieci, diceva, hanno difficoltà ad utilizzare quello che ricavano da un testo scritto, 7 su 10 hanno difficoltà gravi nella comprensione”. È l’analfabetismo funzionale, quello che ci porta a credere, senza capacità critica, a tutto quello che ci dicono o che leggiamo, ora purtroppo soprattutto sui social. Soltanto il 30% degli italiani riesce a capire come funzioni la politica compresi i suoi discorsi.

Ecco che allora il pericolo è altissimo. Il pericolo che la politica sfrutti questo analfabetismo, che indirizzi persone verso questa o quella paura, senza che abbiano le capacità cognitive per difendersi, è reale.

Come difendersi? Ai ragazzi bisogna insegnarlo: posate tablet e videogiochi e leggete. Siate curiosi, pensate con le vostre teste. Se qualcosa non vi convince cercate nuovi punti di vista. Usate internet per questo. La conoscenza mai come oggi è a portata di mano, pretendetela dalla scuola e trovate anche autonomamente il modo di raggiungerla.

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