Una scoperta inquietante ha scosso la mattinata di ieri, lunedì 20 aprile, all’interno del perimetro dell’ospedale Santa Maria Goretti. Durante alcuni lavori di scavo per la rete elettrica in via Guido Reni, un operaio ha rinvenuto una sacca di stoffa nascosta tra l’erba, a poca distanza dalla pista dell’elisoccorso e dal parcheggio del pronto soccorso.
All’interno della borsa non c’erano rifiuti, ma un’arma letale: una pistola semiautomatica calibro 7,65, pronta all’uso, con il colpo in canna e il caricatore pieno.
L’operaio, insospettito dal peso anomalo della sacca mentre si accingeva a rimuoverla, ha dato immediatamente l’allarme al 112. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra volante e la polizia scientifica.
L’arma presentava la matricola abrasa, segno inequivocabile di una provenienza illecita, era pronta al fuoco infatti non solo carica, ma con la cartuccia già camerata e infine aveva anche munizioni extra.
La posizione del ritrovamento, a ridosso del muro perimetrale, suggerisce che chiunque possa aver depositato la sacca semplicemente allungando il braccio dal marciapiede esterno. La Polizia sta vagliando due piste principali:
Il “deposito” temporaneo, ovvero che l’arma potrebbe essere stata nascosta in un luogo neutro, non riconducibile a criminali noti, in attesa di essere recuperata per un’azione imminente, oppure, l’abbandono d’emergenza: qualcuno, vistosi braccato o incrociando una pattuglia, potrebbe essersi sbarazzato della pistola gettandola oltre la recinzione.
La scientifica è ora a caccia di impronte digitali o tracce di DNA sul metallo e sulla stoffa della sacca. L’arma sarà inoltre sottoposta a esami balistici per verificare se sia stata utilizzata in recenti episodi di cronaca o sparatorie sul territorio pontino.









