Mozione Terme Fogliano, spada di Damocle sulla maggioranza di Coletta

L'assessore Gianmarco Proietti e il funzionario del Comune designato alla dirigenza al patrimonio Diego Vicaro

Si profila un nuovo scontro sulle Terme di Fogliano, con possibili ripercussioni sulla maggioranza di Coletta. Dopo la commissione congiunta (al vetriolo) Governo del Territorio-Bilancio, del 4 giugno scorso (leggi qui), è arrivata all’attenzione del Consiglio comunale di Latina una mozione di Pd e gruppo misto (ex Lbc), condivisa anche da tre consiglieri di maggioranza (Maria Grazia Ciolfi, Valeria Campagna e Celina Mattei).

Di cosa si tratta?

L’iniziativa propone di attivare un tavolo di lavoro Comune di Latina-Curatela fallimentare e un tavolo tecnico interno allo scopo di valutare la possibilità di attivare un concordato fallimentare da parte dell’Amministrazione comunale nonché di predisporre una voce all’interno della sezione strategica e operativa del Dup (Documento unico di programmazione) di prossima approvazione (31 luglio 2019) riguardante la valorizzazione delle Terme di Fogliano. L’intento è quello di evitare che la Curatela fallimentare della società Terme di Fogliano spa mandi all’asta il patrimonio (della società di proprietà  del Comune all’85%) partendo dal prezzo base di 6,9 milioni di euro, contro perizie di stima di gran lunga superiori.

Come? 

Lo strumento ipotizzato è quello già proposto dal giudice fallimentare, ovvero quello di un concordato fallimentare, che si è arenato dentro le stanze del Comune. Distrazione o scelta? Il 4 giugno scorso l’assessore al Bilancio Gianmarco Proietti ha lasciato intendere che il tavolo istituito allo scopo si è interrotto dopo due sole riunioni per scelta, perché il Comune, a suo dire, non può accordarsi con la Curatela dal momento che le ha fatto causa presso la Corte d’Appello. Ma per tutta risposta la Curatela, con chiarezza, ha detto che senza concordato in autunno i beni della società vanno all’asta, con il rischio che qualcuno dopo vari possibili tentativi andati deserti se li aggiudichi ad un prezzo stracciato. Ma l’assessore Proietti nella sua fermezza è stato molto più categorico, attaccando la curatrice fallimentare frontalmente sollevando un conflitto di interesse.

Mozione politicamente pericolosa

La mozione depositata con le firme di Pd, gruppo misto e tre componenti di Lbc, se sostenuta dalle altre forze di opposizione, manderebbe in frantumi la maggioranza del sindaco Damiano Coletta, sconfessando l’operato della giunta ed in particolare dell’assessore Proietti che in commissione giunta, martedì scorso, si è esposto più degli altri colleghi dell’esecutivo.

Cosa dice Proietti

Abbiamo espressamente chiesto all’assessore Proietti, con delega al Bilancio, cosa pensasse della mozione depositata. “Io credo che l’ipotesi di un concordato vada argomentata. E io ho un mandato come assessore alle finanze che è quello di garantire le casse dell’ente. Sono io che devo necessariamente fare domande a chi fa questa proposta: ‘Possiamo noi rinunciare ai crediti e caricarci i debiti di una società definita già ‘non di interesse pubblico? Chi fa questa proposta deve argomentare una risposta esaustiva a questa domanda, perché è questione di responsabilità, cioè di capacità e dovete di risposta a tutti i cittadini”.

Insomma, un Proietti che non la manda a dire né alla Curatela né ai consiglieri di opposizione o maggioranza che siano.

La querelle con la Curatela

“La stima fatta dal Ctu che poi ha portato alla dichiarazione di fallimento è apparsa profondamente sottostimare il valore dei terreni, dando agli stessi il valore di  6.904.166,25 euro. Questa valutazione sostanzialmente ha portato alla dichiarazione di fallimento. Non solo: la stessa Ctu è stata poi nominata curatrice fallimentare (c’è un contenzioso in atto sollevato congiuntamente dalla nostra Avvocatura e da quella dell’Amministrazione Provinciale)”, afferma Proietti ribadendo che nel tempo sono state prodotte diverse stime del complesso immobiliare di Terme di Fogliano spa, che variavano dalle più ottimistiche per 38.700.000 euro del 2014 alle ultime prodotte nelle controdeduzioni del professor Bernardino Quattrociocchi nel novembre 2017. poi appunto la stima di 6,9 milioni.

Il concordato secondo Proietti

Proietti nella seduta di commissione congiunta si è espresso in maniera profondamente scettica sul concordato per il quale l’ente, oltre ad accorgimenti di natura urbanistica dovrebbe intervenire finanziariamente. E la sua posizione è stata supportata dai brevi interventi lasciati al dirigente comunale delle Finanze, Giuseppe Manzi, e al funzionario dello stesso servizio Diego Vicaro. Oggi, alla luce della mozione, ribadisce quanto segue: “Riguardo la possibilità del concordato fallimentare, che è oneroso, si è espresso il dottor Manzi. Anche secondo il parere della Sezione regionale di controllo per la Puglia, deliberazione 47/2019/PAR dal punto di vista prettamente tecnico, il soccorso finanziario prospettato risulta arduo. Secondo le norme di diritto comune, infatti, nelle società di capitali, per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio (articoli 2325, comma 1 e 2462, comma 1, Codice civile), sicché, in assenza di alcuna deroga sul punto, anche il socio pubblico, al pari di ogni altro socio, resta esposto nei limiti della quota capitale detenuta. E’ di conseguenza, da considerarsi assai arduo spiegare in termini di razionalità economica l’eventuale decisione di un Ente che, in caso di incapienza del patrimonio sociale, si accolli l’onere dei debiti di una società in liquidazione o fallita la quale, per definizione, non può assicurare alcuna prospettiva di una più efficiente prosecuzione dell’attività sociale di pertinenza”.

Il dilemma politico

Chiaro è che da un  punto di vista tecnico il discorso si riconduce ad una sola domanda: per i cittadini di Latina è più conveniente continuare ad investire sulle terme nella speranza di un volano per l’economia futura o “regalarle” ad un prezzo che nella migliore delle ipotesi è di 6,9 milioni di euro? La mozione è per la prima opzione, con l’inserimento nel Dup della valorizzazione delle terme di Fogliano; Proietti e immaginiamo tutta la giunta per la seconda. Come andrà a finire? Il gruppi FdI, Lega, Forza Italia e l’indipendente Matteo Coluzzi come si muoveranno? Tenteranno lo scacco al sindaco e in questo caso quale potrebbe essere la mossa del capogruppo di maggioranza Dario Bellini per ricondurre nel recinto le pecorelle smarrite? Non resta che attendere il Consiglio comunale in cui verrà calendarizzata la “pericolosa” mozione.

 

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