Si è chiuso dopo anni il drammatico capitolo giudiziario legato alla morte di Jean-Luc Krautsieder, il 37enne cresciuto a Latina deceduto nel 2023 in seguito a una violentissima aggressione subita in Francia. Ieri, la Corte d’assise della Gironda ha condannato l’aggressore a 15 anni di reclusione, accogliendo appieno le richieste dell’avvocato generale. Oltre alla pena detentiva, i giudici hanno disposto altri 15 anni di sorveglianza socio-giudiziaria a fine detenzione, che prevedono per l’uomo l’obbligo di lavorare e di seguire un percorso di sostegno psicologico, pena il rientro immediato in carcere per ulteriori cinque anni. Decisiva in aula è stata la scelta della Corte e dei giurati popolari che, dopo tre ore di camera di consiglio, hanno riqualificato l’accusa iniziale da tentato omicidio a omicidio volontario, riconoscendo il nesso causale diretto tra il pestaggio e il decesso del giovane avvenuto quattro anni dopo.
La tragedia risale alla notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 2019 a Langon, cittadina francese dove Jean-Luc si era trasferito per lavoro. Aggredito brutalmente in strada e abbandonato a terra, il ragazzo riportò traumi al volto e lesioni così devastanti da rendere necessaria l’identificazione tramite test genetico. Da quel momento per il giovane era iniziato un calvario drammatico: due mesi di coma e poi il risveglio in una condizione di tetraplegia e coscienza minima, completamente non autosufficiente e costretto al ricovero permanente in una struttura specializzata. Il 22 settembre 2023, a 37 anni, Jean-Luc è deceduto per le tragiche conseguenze di quelle percosse, proprio a poche settimane da un rientro in Italia che la famiglia aveva già organizzato e che purtroppo non ha mai potuto fare.








