Il pronto soccorso del Santa Maria Goretti come specchio delle fragilità della sanità locale. È la posizione espressa dai consiglieri di Latina Bene Comune, Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton e dalla segretaria Elettra Ortu La Barbera, a margine del consiglio comunale straordinario sul tema.
«Il pronto soccorso è diventato il collo di bottiglia del nostro sistema sanitario — spiegano i rappresentanti di Lbc —. Ma il sovraffollamento non si risolve soltanto dentro l’ospedale: è la conseguenza di criticità che riguardano l’intera rete sociosanitaria. Ringraziamo medici, infermieri, Oss e tutto il personale che ogni giorno garantisce l’assistenza, ma non bisogna confondere il loro lavoro con i problemi organizzativi e strutturali».
Per il movimento civico, le cause principali dell’intasamento risiedono nell’invecchiamento della popolazione, nel rialzo delle cronicità e nelle lunghe liste d’attesa che spingono chi non può permettersi la sanità privata a ricorrere all’emergenza.
La soluzione risiede nel rafforzamento dei presidi locali. «Dobbiamo rispondere potenziando la medicina del territorio e l’assistenza domiciliare — continuano da Lbc —. Le Case di Comunità di piazza Celli, Borgo Sabotino e Latina Scalo lavorano a scartamento ridotto: è necessario che diventino operative in tempi brevi per decongestionare l’ospedale».
Sul tavolo anche il nodo delle risorse e delle infrastrutture: «Latina ha la quota capitaria più bassa della Regione Lazio, un tema da affrontare a livello regionale. E sul nuovo ospedale chiediamo: che fine hanno fatto i fondi stanziati dalla giunta Zingaretti?».
Lbc richiama infine l’articolo 32 della Costituzione: «La salute è un diritto, non un mercato. Ogni euro dirottato verso la sanità privata indebolisce il servizio pubblico. Il Goretti serve un bacino ben più ampio del solo capoluogo; la sindaca si adoperi per rendere operative le strutture di prossimità e investire in prevenzione primaria».









