Reddito di cittadinanza, a Latina 13mila domande: la metà hanno tra i 40 e i 67 anni

In provincia di Latina sono 13mila le domande presentate all’Inps per ottenere il reddito di cittadinanza. I dati arrivano dalla Uil. Per la precisione 13299 gli uomini e le donne che si sono rivolti ai Caf o agli uffici postali pontini per ottenere il sostegno economico introdotto dal governo nazionale.

“I dati che abbiamo elaborato – ha spiegato Luigi Garullo, segretario generale della Uil di Latina – collocano Latina al secondo posto tra le province del Lazio per istanze presentate all’istituto nazionale di previdenza sociale. Dietro troviamo Frosinone, Viterbo e Rieti, rispettivamente con 12773, 6907 e 3636 richieste.

Latina si attesta sugli stessi livelli di Bologna (13068), Firenze (13037), Avellino (12007), ma analizzando i numeri della nostra provincia scopriamo che da marzo ad oggi c’è stato un drastico abbassamento di richieste. Se a marzo erano state 8495, ad aprile erano scese a 2532, a maggio a 1758, per raggiungere soltanto le 523 unità in questo mese di giugno”.

“Complessivamente nel Paese sono oltre un milione (1.315.672) le persone che hanno fatto richiesta di reddito di cittadinanza – ha aggiunto Garullo – Soltanto nel Lazio raggiungono le 118.644 unità. Sempre a livello nazionale spicca il dato della fascia di età compresa tra 40 e 67 anni, che più delle altre sì è appoggiata alla misura di sostegno emanata dal governo gialloverde: questa fascia, composta da oltre 768mila persone, raggiunge da sola il 58,44 per cento del totale delle richieste”. Si può ipotizzare che siano le persone che ormai vivono da sole, non più quindi nel nucleo familiare d’origine che le sosteneva, ma non possono ovviamente ancora accedere alla pensione.

“Sono soltanto 298mila i cittadini e le cittadine richiedenti che si collocano fascia di età compresa tra i 25 e i 40 anni”.

“I paletti introdotti nella legge hanno limitato di molto il numero delle domande – ha concluso Garullo – anche i requisiti patrimoniali e di residenza hanno ristretto la platea dei possibili percettori del reddito. Le persone che invece lo hanno ricevuto si sono ritrovate somme inferiori alle aspettative. E così una misura che aiuta a contrastare la povertà, se non corretta potrebbe non intercettare i reali bisogni delle persone”.

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