“L’alta affluenza alle urne e la netta vittoria del No inviano un messaggio inequivocabile al governo Meloni e a quelli futuri. La Costituzione non è un terreno di conquista partitica, si scrive e si cambia insieme, non a colpi di maggioranza”. Così il vicesegretario vicario regionale del Partito Democratico Salvatore La Penna, la vicesegretaria regionale Valeria Campagna e il segretario provinciale Omar Sarubbo hanno commentato l’esito della consultazione del Referendum sulla Giustizia.
Il ringraziamento per la mobilitazione
“Ringraziamo sentitamente – continuano – tutta la comunità democratica del PD, il Comitato per il No e le energie della società civile per la mobilitazione delle scorse settimane che ha contribuito al raggiungimento di 115mila voti in provincia per il No. Anche dai nostri territori è giunto un sostegno importante alla battaglia nazionale per l’indipendenza della magistratura”. Secondo gli esponenti dem, il tentativo della destra di “trasformare i giudici in capri espiatori per coprire le proprie incapacità esecutive è ufficialmente fallito”.
Il commento sui dati della provincia di Latina
“Comprendiamo lo shock per la sconfitta e il bisogno di minimizzarla, ma esaltare un dato provinciale a esiguo favore del Sì in un territorio dove la destra è solitamente abituata a consensi plebiscitari appare una difesa poco credibile”. I dirigenti dem ricordano inoltre che il risultato provinciale è stato influenzato anche da un fronte favorevole alla riforma “ben più ampio del perimetro classico della destra”, con esponenti del mondo politico e professionale vicini al centrosinistra che hanno scelto di sostenere il Sì, mentre altri partiti e movimenti hanno deciso di non schierarsi.
“Conta il risultato nazionale”
Per La Penna, Campagna e Sarubbo il punto centrale resta comunque il quadro nazionale. “È inutile vivisezionare il voto referendario locale quando la portata storica di questa consultazione parla chiaro: la riforma è stata rigettata dagli italiani, soprattutto da tantissimi giovani. Riflettessero, piuttosto, sul fatto che mentre a Latina non sembrano accorgersene, a Roma è in corso una crisi di governo”.
Il lavoro nei territori
Infine, una riflessione sulle prospettive politiche e sul radicamento nei territori. “Il responso elettorale racconta, ancora una volta, la difficoltà del voto d’opinione nel permeare le periferie, le aree interne e le zone rurali. È un fenomeno non solo pontino, e purtroppo strutturale, di cui siamo consapevoli e da cui muove un grande lavoro, già in corso, di radicamento e ascolto. La giustizia va migliorata in Parlamento potenziando gli organici e garantendo tempi certi e veloci ai processi – concludono – non smantellando le garanzie costituzionali. Continua il nostro lavoro tra la gente per costruire un’alternativa credibile a questa destra autoreferenziale”.









