Riciclo abeti, Sciaudone: “Latina sotto i 600 metri, inutile raccolta di Abc”

    Sergio Sciaudone

    Il pollice verde del Partito comunista di Latina torna ad attaccare l’amministrazione comunale sulla gestione delle piantumazioni, a partire dall’albero di Natale usato.

    L’Abc ha annunciato nei giorni scorsi il ritiro, presso una postazione al parco San Marco, degli alberi usati nelle abitazioni, naturali e artificiali, ma per il segretario del Partito Comunista, Sergio Sciaudone, l’amministrazione Coletta “non ne imbrocca una e le operazioni propagandistiche degli ‘onesti’ finiscono per fare danni”.

    “Dal Comune di Latina – afferma Sciaudone – ci fanno sapere che da oggi sarà possibile conferire gli abeti usati per fare l’albero di Natale nelle case all’Abc e che, se il tecnico agronomo valuterà che le piante hanno possibilità di attecchire, verranno piantate in aree verdi comunali. Ora passando sopra ai cambiamenti climatici che non dovrebbero essere sfuggiti all’amministrazione comunale, in quanto ‘paladina di Greta’, è chiaro che il Comune non ha la benché minima idea del concetto di pianificazione del verde pubblico. Gli abeti sono piante che fino a qualche anno fa si trovavano in natura a partire dai 600 metri in su ma, con l’innalzamento delle temperature, ora stanno spostando il proprio habitat in zone più alte: possiamo asserire senza paura di smentite che Latina è sotto i 600 metri! Fatto salvo l’ambientamento delle piante, sarebbe compito del Comune salvaguardare le specie autoctone, selezionatesi in migliaia di anni, e dare indicazioni sulla pianificazione del verde sia pubblico che privato, come previsto dalle attuali normative”.

    “A tal proposito – aggiunge il segretario del Partito comunista – vogliamo ricordare che il Comune di Latina non si è ancora dotato di un piano del verde e che il ‘civismo verde fai da te’, che tanto piace a Latina bene comune, sta provocando solo danni in quanto tutti si sentono autorizzati a piantare ogni tipo di pianta nel primo posto che trovano ed a deturpare le piante con improbabili potature”.