Il Tribunale del Riesame di Roma ha accolto il ricorso presentato dalla difesa di Alessandro Agresti, disponendo la sua immediata scarcerazione. La decisione è arrivata in serata dopo l’udienza di ieri, 6 febbraio, nella quale i legali – Gaetano Marino, Massimo Frisetti, Marco Nardecchia e Luigi Angelucci – hanno contestato l’assenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati di intestazione fittizia di beni e autoriciclaggio.
Secondo la difesa, inoltre, il sequestro già eseguito – pari a circa 9 milioni di euro – sarebbe sufficiente a escludere il rischio di reiterazione. Il Riesame ha condiviso l’impostazione e ha revocato ogni misura nei confronti dell’imprenditore quarantenne di Latina e della moglie Mery Teresina De Paolis.
Agresti era stato arrestato lo scorso 29 gennaio su ordinanza del gip di Latina Barbara Cortegiano, nell’ambito di un’inchiesta condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri. Per la moglie erano stati disposti i domiciliari, mentre per il padre obblighi di firma.
Con la pronuncia del Riesame, il quadro cautelare cambia radicalmente: cadono le misure personali e Agresti torna in libertà. L’indagine resta aperta, ma la linea della difesa – fondata sull’assenza di gravi indizi e sull’effetto neutralizzante del sequestro – ha trovato pieno accoglimento in secondo grado.









