Rifiuti dalla “Terra dei Fuochi”, maxi confisca anche a Latina

C’è anche la provincia di Latina nel mirino della maxi-operazione condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Napoli. I militari hanno eseguito un decreto di confisca record, dal valore complessivo di oltre 204 milioni di euro, riconducibile ai fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, imprenditori di Acerra condannati per disastro doloso nell’ambito del traffico illecito di rifiuti nella “Terra dei Fuochi”.

L’impero dei Pellini non si fermava alla Campania. Le indagini patrimoniali hanno svelato come i proventi illeciti fossero stati reinvestiti in un vasto patrimonio immobiliare che tocca direttamente il Lazio meridionale. Tra i beni confiscati figurano infatti numerosi dei 224 immobili e 75 terreni dislocati proprio tra le province di Latina e Frosinone, oltre a Roma, Napoli, Salerno, Caserta e Cosenza.

Il provvedimento depositato il 19 febbraio 2026, rappresenta l’ultimo atto di una complessa battaglia legale. Dopo un annullamento formale della cassazione nell’aprile 2024, la direzione distrettuale antimafia ha ricostruito il quadro della “pericolosità qualificata” dei soggetti, dimostrando la netta sproporzione tra i redditi dichiarati e le ricchezze accumulate.

Il tesoro sottratto alla criminalità ambientale è imponente e comprende: 8 compendi aziendali; 224 immobili e 75 terreni; 70 rapporti finanziari; 72 autoveicoli, 3 imbarcazioni e 2 elicotteri.

Secondo i giudici del tribunale di Napoli, le giustificazioni fornite dalla difesa sulla provenienza di tali capitali sono state ritenute “inidonee” e prive di riscontri documentali. Il provvedimento è attualmente suscettibile di impugnazione, ma segna una tappa fondamentale nel contrasto alle ecomafie che per anni hanno inquinato i territori tra Campania e basso Lazio.