Rigenerazione urbana, Ciolfi risponde all’opposizione: “Nessuna cementificazione”

Maria Grazia Ciolfi

Sulla rigenerazione urbana molti dubbi erano stati sollevati dall’opposizione a Latina. Per questo è stata convocata una commissione specifica dalla presidente Celina Mattei per fare il punto della situazione.

Il recepimento della legge regionale sulla rigenerazione urbana è stata votata nello scorso Consiglio attraverso tre delibere che rendevano attuativi anche sul territorio comunale i relativi articoli della legge. Alla seduta hanno partecipato anche l’assessore Castaldo e l’architetto Spagni.

“Ho ritenuto – ha detto Mattei – di riportare il rapporto tra questa legge e la marina di Latina. Sono stati affrontati molti temi e chiariti sia dall’assessore Castaldo sia dal coordinatore dell’ufficio di piano, l’architetto Spagni, sia dal dibattito fra i commissari. La legge non prevede una pianificazione a monte per l’applicazione della stessa, ma prevede invece che gli interventi edilizi nell’ambito del territorio che il Comune ha inteso perimetrare debbano rispettare le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti. Inoltre per ciò che riguarda più specificatamente la marina, ho rilevato come già fatto in consiglio comunale che i nuclei abusivi sono stati esclusi dalla perimetrazione: questo perché soltanto dopo la redazione di piani di recupero si potrà, valutando i vari casi, decidere la possibilità di identificare ulteriori ambiti che dovranno comunque essere al vaglio del consiglio comunale”.

“La rigenerazione urbana – aggiunge Ciolfi – e qui cito l’assessore regionale Valleriani, ‘rappresenta la sfida del futuro per riqualificare il tessuto urbano della città senza ulteriore consumo di suolo’. Questo è un punto centrale sul quale soffermarsi: non ci sarà altro consumo di suolo, per cui tutte le accuse rivolte a Lbc come movimento che dà il via libera a nuova cementificazione della città, sono da respingere al mittente: che non sa di cosa parla, oppure pur conoscendo la materia preferisce rivolgere accuse pretestuose invece che informare correttamente i cittadini sulle possibilità che questa legge offre loro”.

Sulla marina Ciolfi ha aggiunto: “Comprendere tutto l’edificato della marina nell’attuazione della legge significa tentare di restituire un volto dignitoso a tutta la zona, deturpata dagli abusi edilizi e dall’irrazionalità urbanistica degli anni 70. Farlo è stata una precisa scelta politica, che consentirà il recupero di immobili e una nuova fruizione degli stessi. Per quanto riguarda gli edifici che oggi sorgono su vincoli e in aree a rischio idrogeologico, questi non potranno usufruire dell’applicazione dell’articolo 3 della legge (demolizione e ricostruzione in loco con premialità del 30%), ma saranno tenuti a delocalizzare”.

In merito alla mancata votazione in consiglio comunale dell’articolo 2 della legge è stato chiarito che non vi è bisogno di alcuna deliberazione comunale che, in via generale, recepisca la norma. Ogni programma di rigenerazione è autonomo ed autosufficiente, per cui le deliberazioni ai sensi dell’art. 2 saranno tante quante i programmi di rigenerazione urbana che il Comune intende nel tempo approvare. La legge 7 del 2017 è una legge complessa tanto che la Regione ha istituito un ufficio dedicato al supporto dei Comuni nel recepimento della stessa e gli uffici hanno lavorato in continua sinergia con quelli regionali.

“Inoltre gli articoli 2 e 3 procedono parallelamente e non si escludono a vicenda ed a mio avviso – ha continuato Ciolfi – il timore di compromettere la possibilità di attuare dei programmi di rigenerazione sulla marina da parte di una massiccia applicazione dell’art. 3 non sussiste, dato che dagli anni 70 ad oggi la Marina non è mai stato un territorio appetibile in tal senso, auspico invece che ora con l’introduzione di questa normativa possa finalmente sbloccarsi l’immobilismo nella zona ed iniziare un graduale recupero di quel territorio anche attraverso l’applicazione dell’articolo 4 sul cambio di destinazione d’uso con la possibilità di dare vita a nuove attività commerciali sul lungomare e dell’articolo 5 sull’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico.

Aver considerato la marina interamente nella legge di rigenerazione urbana, unito alla pianificazione del nuovo Pua che sta per tornare in commissione e poi in Consiglio per l’approvazione, all’avvio del completamento di Via Massaro attraverso il finanziamento dei 18 milioni di euro ad inizio ed infine al piano della fascia dunale già in fase di progettazione, significa a fine consiliatura aver lasciato un bel patrimonio di pianificazione, strumenti e visione strategica della marina”.

Critico Massimiliano Carnevale, consigliere comunale della Lega, che la definisce “una commissione imbarazzante”. “Una seduta – ha aggiunto – che si è tra l’altro svolta senza la presenza dei tecnici della variante, la cui presenza ritengo invece indispensabile per comprenderne i reali effetti. L’assessore e la delegata alla marina hanno cercato di arrampicarsi sugli specchi per trovare una qualche giustificazione alla loro scellerata scelta, arrivando addirittura a considerarla un atto dovuto di recepimento della legge 7/2017 o peggio ancora insistendo sulla possibilità di delocalizzazione delle aree facendo finta di non sapere che tale opzione, nella maggior parte dei casi, è una mera scelta del privato (vorrei vedere chi autonomamente decide di spostarsi a 5/600 metri dal mare…)”.