Rinnovo dell’Ordine nazionale, le proposte dei commercialisti di Latina

In vista delle prossime elezioni del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, arriva una presa di posizione netta anche da Latina. La presidente dell’Odcec pontino, Raffaella Romagnoli, ha ufficializzato l’adesione al progetto di “Alternativa per il CN”, promosso dal candidato alla presidenza Mario Civetta e dal presidente dell’Ordine di Torino Luca Asvisio, con l’obiettivo di superare l’attuale governance nazionale e ridefinire il ruolo della professione.

Romagnoli, a nome del Consiglio neoeletto dell’Ordine di Latina, ha espresso pieno sostegno all’iniziativa, sottolineando la necessità di un cambio di passo nei rapporti tra Consiglio Nazionale e Ordini territoriali. «È una competizione tra due modi diversi di intendere la professione – spiega – e noi crediamo in un modello partecipato, non verticistico, capace di ascoltare davvero i bisogni degli iscritti».

Il documento di adesione individua quattro grandi aree di intervento.

La prima riguarda la dignità costituzionale e le prerogative della professione: una revisione profonda della riforma, orientata alla tutela delle competenze dei commercialisti e alla definizione chiara delle riserve professionali, da approvare con un percorso partecipato e assembleare.

La seconda area punta a trasformare il CNDCEC in una vera “fabbrica di servizi”: formazione gratuita e abilitante per gli Ordini, stop ai cosiddetti “sotto-albi” e riduzione delle quote di iscrizione, aumentate negli ultimi anni.

Il terzo punto riguarda la crisi delle vocazioni. L’idea è rafforzare il ruolo centrale degli Ordini locali, favorire un dialogo costante con il Consiglio Nazionale e creare momenti di confronto aperti con presidenti, consiglieri, sindacati e stampa per costruire una rete di relazioni e ascolto reale.

Infine, il tema della moralità e del rigore nella gestione: riduzione dei compensi per presidente e consiglieri nazionali, taglio dei costi di struttura, bilanci approvati dall’assemblea dei presidenti e piena trasparenza sugli atti del Consiglio Nazionale. Tra le proposte anche il superamento di logiche “di nicchia” per creare nuove opportunità di lavoro per tutti gli iscritti.

«Il nostro non è un progetto elettorale di facciata – conclude Romagnoli – ma un patto di lungo periodo con iscritti e Ordini. La professione ha bisogno di una casa comune aperta, inclusiva e capace di guardare lontano, oltre le logiche del momento».

Un segnale chiaro che da Latina arriva una spinta forte per un rinnovamento profondo della categoria.