Ris Bufala a Priverno incontra gli allevatori del Lazio

Indici genetici e certificazione di bufala mediterranea al centro di un incontro tecnico con gli allevatori laziali indetto da Ris Bufala a Priverno. E’ il primo summit programmato a livello nazionale dall’associazione Ris Bufala, riconosciuta come Ente selezionatore dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. L’appuntamento è per il 15 novembre alle 10, presso il ristorante Onorati.

Sul tavolo gli indici genetici e gli obiettivi di selezione sulla qualità del latte, le prove di progenie 2019/2020 e la certificazione Razza mediterranea italiana.

Dopo l’introduzione di Enrico Migliaccio, presidente di Ris Bufala, interverranno Emanuela Parlato e Angelo Coletta rispettivamente responsabile dell’ufficio studi e direttore di Ris Bufala.

A coordinare l’incontro sarà Omar Sarubbo, mentre le conclusioni saranno affidate a Enrica Onorati, assessore regionale all’Agricoltura, Promozione della filiera e del cibo, Ambiente e Risorse naturali.

Ris Bufala ha, tra le sue prerogative, la possibilità di certificare la razza di bufala mediterranea italiana. “Tale requisito, con l’entrata in vigore della nuova norma prevista dal Decreto Legislativo 52/2019 – ha affermato Coletta –  assume un’importanza significativa per la tutela del consumatore e dell’intera filiera in quanto se, da un lato, si dà la possibilità, di fatto, che anche altre razze di bufale diverse dalla Mediterranea italiana  possano essere allevate in Italia, dall’altro, per proteggere la peculiarità di formaggi tipici come  la mozzarella di bufala campana dop  che deve essere prodotta con solo latte di bufala di razza mediterranea italiana, va opportunamente certificata da un Ente riconosciuto, come lo è Ris Bufala”.

“Sulla produzione di latte bufalino – ha aggiunto Massimo Campagna del Comitato direttivo di Ris Bufala – c’è bisogno di fare un po’ di chiarezza. Proprio per questo abbiamo deciso, assieme a tutti gli altri amministratori di Ris Bufala, di organizzare su tutto il territorio nazionale degli incontri tecnici dove spiegare gli obblighi e le opportunità che si sono realizzate con la nuova norma già in vigore su tutto il territorio dell’Unione Europea. Partiamo dalla provincia di Latina, coinvolgendo anche gli amici allevatori della provincia di Frosinone e delle altre provincie laziali, poiché la bufala nel nostro territorio rappresenta una risorsa importante e non può e non deve essere trascurata. Nel Lazio – ha concluso – vengono allevati circa 74 mila capi bufalini sui 400mila complessivamente allevati in tutta Italia; la sola provincia di Latina ne alleva circa 50mila, mentre Frosinone 20 mila e gli altri 4mila capi sono allevati nelle altre provincie laziali.”

Al termine dell’incontro  gli allevatori si confronteranno sulle problematiche del comparto.

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