Un duro attacco all’amministrazione comunale di Sabaudia e una richiesta formale di revoca in autotutela della delibera sui chioschi del lungomare. È quanto contenuto nella nota inviata dalla CNA Latina al sindaco e ai capigruppo consiliari in merito all’affidamento in gestione dei servizi legati alla balneazione sulle spiagge libere.
Attraverso il delegato alle attività produttive del Comune di Sabaudia, Walter Zannino, l’associazione punta il dito contro il Piano Economico Finanziario approvato dall’ente, ritenuto “non aderente alle reali condizioni operative delle strutture” e potenzialmente dannoso per la sostenibilità economica della gara.

Secondo la CNA, le criticità contenute nel piano rischierebbero di compromettere la partecipazione degli operatori del settore e, di conseguenza, l’avvio e la qualità della stagione estiva 2026.
Tra i punti contestati vengono evidenziate le differenze tra le piazzole situate nelle aree a tutela orientata e quelle inserite nelle zone a tutela integrale del Parco Nazionale del Circeo, dove gli operatori sarebbero costretti a sostenere costi aggiuntivi per acqua, energia elettrica e gestione dei servizi.
Nel mirino anche le spese del personale considerate sottostimate, la mancata previsione di oneri essenziali a carico dei concessionari e le tempistiche procedurali, ritenute troppo strette per consentire un regolare avvio della stagione balneare.
“Non possiamo permettere – dichiara Zannino – che si crei una situazione di incertezza capace di mettere in difficoltà imprese, lavoratori e servizi fondamentali per il territorio. Parliamo di attività che garantiscono sicurezza, assistenza ai bagnanti, presidio del litorale e accoglienza turistica”.
La CNA ricorda inoltre di aver già richiesto formalmente un incontro all’amministrazione comunale lo scorso 31 marzo, dopo la decisione di non prorogare le assegnazioni relative alla gara del 2025. Una richiesta che, sottolinea l’associazione, non avrebbe mai ricevuto risposta.









