E’ stata fissata per il prossimo 3 marzo davanti al Tribunale del Riesame di Roma l’udienza sui ricorsi presentati per ottenere la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. Il provvedimento riguarda l’ex vicesindaco di Sabaudia, Giovanni Secci, e due dirigenti comunali della città delle dune, Giuseppe Caramanica ed Elisa Cautilli.
Tutti e tre, dal 17 febbraio scorso, si trovano agli arresti domiciliari con l’accusa di aver turbato la gara per l’assegnazione delle concessioni dei chioschi sul lungomare di Sabaudia nell’estate 2025.
Intanto, un secondo passaggio giudiziario è fissato per il 19 marzo, quando la Corte d’Appello di Roma sarà chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di ricusazione presentata dall’avvocato Renato Archidiacono, legale di Secci. I due dirigenti comunali sono invece assistiti dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Massimo Signore.
Secondo la difesa dell’ex vicesindaco, il gip Cario avrebbe autorizzato intercettazioni nei confronti di Secci e degli altri indagati entrando nel merito del bando di gara relativo ai chioschi. Una circostanza che, stando a quanto sostenuto dall’avvocato Archidiacono, comprometterebbe l’imparzialità del giudice. Per questo motivo, nel corso dell’interrogatorio preventivo — durante il quale Secci si è avvalso della facoltà di non rispondere — il legale ha formalizzato la ricusazione davanti alla Corte d’Appello di Roma, lo stesso organo chiamato ora a decidere sulla richiesta.









