La stagione balneare 2026 si avvicina, ma sul lungomare di Sabaudia restano ancora diversi i nodi da sciogliere. Per questo i consiglieri comunali del Partito Democratico Giancarlo Massimi e Simone Brina, insieme al segretario cittadino Luca Mignacca, hanno presentato una nuova interrogazione per chiedere chiarimenti all’Amministrazione comunale.
Al centro dell’attenzione ci sono innanzitutto le recenti decisioni del Consiglio di Stato, che ha confermato quanto stabilito dal Tar respingendo il ricorso delle attività di noleggio le cui autorizzazioni erano state dichiarate decadute. Una situazione che si intreccia con la cosiddetta “vicenda Gallo”. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha infatti annullato i provvedimenti del Comune dopo il ricorso presentato da un imprenditore di Latina. Secondo quanto evidenziato dal Pd, non risulterebbe la costituzione dell’Ente davanti al Consiglio di Stato contro quella sentenza.
Nell’interrogazione si chiede quindi se il Comune intenda costituirsi in appello e se sia stata avanzata una richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’Ente. I consiglieri chiedono inoltre di sapere se nel corso del 2026 siano stati adottati altri provvedimenti di revoca di autorizzazioni o concessioni per le attività sul lungomare e se tutte le strutture attualmente presenti siano in possesso di regolari concessioni demaniali, requisito indispensabile per l’occupazione delle aree. Tra le criticità segnalate anche la manutenzione delle passerelle e l’organizzazione del servizio di salvataggio. In particolare, viene sollevata la necessità di potenziare le postazioni di assistenza ai bagnanti, che potrebbero passare dalle attuali 12 a circa 20.
Un altro punto riguarda il Piano di Utilizzazione degli Arenili (Pua), adottato dal Consiglio comunale e ancora in fase istruttoria presso la Regione Lazio e gli enti competenti in materia ambientale. Alla luce delle recenti pronunce dei giudici amministrativi e del parere dell’Ente Parco, il Pd chiede di valutare una possibile revoca del piano o comunque di verificarne la coerenza con la normativa regionale, soprattutto sotto il profilo paesaggistico.
Infine, l’interrogazione affronta la questione dei bandi previsti dalla direttiva Bolkestein e i rilievi dell’Anac, chiedendo tempi certi per la predisposizione delle gare. L’obiettivo dichiarato è fare chiarezza su un quadro amministrativo complesso, che rischia di avere ripercussioni sull’avvio della stagione estiva e sui servizi offerti lungo il litorale cittadino.









