Nuova lunga udienza davanti al Tribunale di Latina nel processo per l’omicidio stradale di Federico Salvagni, il sedicenne travolto e ucciso nella notte di Ferragosto a Terracina. Al centro dell’udienza le testimonianze degli investigatori che hanno ricostruito le ore successive all’investimento e le attività svolte dall’imputato Gioacchino Sacco.
Davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenia Sinigallia, con a latere Gabriella Naldi e Roberta Brenda, sono stati ascoltati quattro testimoni, tra cui agenti della Polizia Stradale e del Commissariato di Terracina che hanno seguito le indagini fin dalle prime ore.
Dalle testimonianze è emersa una dettagliata ricostruzione temporale dei fatti. Secondo quanto riferito in aula, alle 3.25 la Lancia Y riconducibile a Sacco avrebbe lasciato il residence Riva del Sisto, mentre l’investimento di Federico Salvagni sarebbe avvenuto tre minuti dopo, alle 3.28. Alle 3.34 l’auto sarebbe stata ripresa nel parcheggio del supermercato Conad di Terracina, dove il conducente sarebbe sceso dal veicolo.
Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi del telefono cellulare dell’imputato. Gli investigatori hanno riferito che, nelle ore successive all’incidente, sarebbero state effettuate ricerche online utilizzando parole chiave come “cronaca Terracina” e “incidente”. Dagli accertamenti sarebbe inoltre emerso che la cronologia delle ricerche era stata successivamente cancellata.
Sempre secondo quanto emerso durante il dibattimento, alle 3.50 Sacco avrebbe contattato telefonicamente un carrozziere, circostanza che la Procura considera rilevante nell’ambito della ricostruzione dei fatti.
Nel corso dell’udienza è stato affrontato anche il tema del tasso alcolemico. Un investigatore ha riferito che gli esami effettuati all’ospedale Fiorini di Terracina, oltre 18 ore dopo l’incidente, avrebbero evidenziato un valore pari a 0,38 grammi per litro, inferiore al limite previsto dalla legge fissato a 0,50.
Gli agenti hanno inoltre ripercorso le fasi che portarono all’individuazione dell’uomo. Dopo il ritrovamento dell’auto, danneggiata e parcheggiata a Terracina, le immagini di videosorveglianza avrebbero consentito di identificare il conducente. Durante una successiva perquisizione domiciliare sarebbero stati rinvenuti gli indumenti indossati quella notte, trovati nella lavatrice, alcuni farmaci compatibili con quelli trovati all’interno dell’auto e una targa prova intestata a una società riconducibile all’imputato.
Tra gli elementi richiamati in aula anche le immagini che mostrerebbero Sacco mentre si allontana a piedi dopo aver parcheggiato la vettura. Secondo quanto riferito dagli investigatori, nei filmati l’uomo apparirebbe incerto nei movimenti, fino a urtare un distributore automatico di sigarette.
Anche in questa udienza erano presenti i familiari e gli amici di Federico Salvagni, che continuano a seguire il processo indossando magliette bianche con la foto del giovane e la scritta “Federico chiede giustizia”.
Il procedimento proseguirà nelle prossime settimane con l’ascolto di ulteriori testimoni e l’approfondimento degli elementi raccolti nel corso delle indagini.









