Prosegue il processo per caporalato noto come Satnam bis, che vede imputati Renzo e Antonello Lovato, padre e figlio, davanti al giudice Clara Trapuzzano Molinaro, con il pubblico ministero Marina Marra. Nel corso dell’udienza di ieri, durata oltre tre ore, sono stati ascoltati sei testimoni, tutti appartenenti all’Arma dei Carabinieri, che hanno ricostruito le fasi dell’indagine avviata dopo la morte del bracciante agricolo indiano Satnam Singh. Le indagini hanno preso avvio il 19 giugno 2024, all’indomani del tragico evento. «La morte di Satnam Singh ci ha portato ad approfondire le condizioni di lavoro dei braccianti all’interno dell’azienda dei Lovato», ha spiegato l’ufficiale dei Carabinieri Monica Loforese, che ha coordinato l’attività investigativa. Decisive, in questa fase iniziale, sono state le dichiarazioni di Soni, compagna di Satnam, oltre alle testimonianze di numerosi lavoratori che avevano operato con lui, alcuni dei quali presenti al momento dell’infortunio. Un passaggio centrale dell’indagine riguarda il materiale informatico sequestrato ad Antonello Lovato. Durante la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nell’ambito dell’inchiesta per la morte del bracciante, i Carabinieri hanno sequestrato un computer portatile, un computer fisso, un telefono cellulare e alcune chiavette USB. All’interno di uno dei file Excel rinvenuti, come riferito da un militare della Compagnia di Latina, era presente un elenco di nominativi riconducibili a lavoratori stranieri, in gran parte di origine indiana. Tra questi figurava anche Soni: per lei, secondo quanto annotato nel file, era indicata una retribuzione di 22 euro per quattro ore di lavoro. Sempre sul computer sequestrato, gli investigatori hanno trovato copie dei passaporti dei braccianti stranieri e hanno accertato l’assenza di riposi settimanali per chi lavorava nell’azienda. La difesa degli imputati ha però contestato l’interpretazione data dagli inquirenti, sostenendo che i numeri associati ai nomi e alle ore non dimostrerebbero necessariamente una paga o un rapporto di lavoro irregolare. Un altro filone dell’indagine ha riguardato i contatti telefonici. Un investigatore in servizio presso il Comando provinciale di Latina ha riferito che dall’analisi dei tabulati sono emersi contatti tra Satnam Singh e Renzo Lovato, così come tra Satnam Singh e Antonello Lovato, elementi che, secondo l’accusa, confermerebbero il rapporto diretto tra il bracciante e gli imputati. Nel corso degli accertamenti, il 20 giugno, i Carabinieri hanno effettuato anche un controllo ispettivo presso l’azienda agricola di Antonello Lovato, alla presenza degli stessi imputati. In quell’occasione è stato riscontrato che vi erano due lavoratori italiani regolarmente assunti. Un dato che è stato ribadito più volte nel corso del dibattimento dagli investigatori ascoltati in aula. Il processo è proseguito fino al tardo pomeriggio con l’audizione di tutti i testimoni previsti, concentrandosi non solo sulle circostanze dell’infortunio mortale di Satnam Singh, ma anche sul più ampio contesto delle condizioni di lavoro dei braccianti impiegati nell’azienda dei Lovato.









