Satnam bis, revocati i domiciliari ai Lovato: attesa la sentenza

Si avvia verso la conclusione il processo principale per la morte di Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano deceduto dopo il grave incidente avvenuto nelle campagne pontine.

Mentre l’attenzione resta concentrata sulla Corte d’Assise, arriva una novità anche nel procedimento parallelo legato alle accuse di caporalato.

Renzo e Antonello Lovato hanno ottenuto la revoca degli arresti domiciliari, misura alla quale erano sottoposti da circa un anno e mezzo nell’ambito del cosiddetto processo Satnam bis, in corso davanti al Tribunale di Latina.

La decisione è arrivata dopo la richiesta presentata dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Mario Antinucci, Stefano Perotti e Valerio Righi. Il giudice ha preso atto della decadenza della misura per decorrenza dei termini.

Per Renzo Lovato questo significa il ritorno in libertà. Diversa, invece, la posizione del figlio Antonello, che resta detenuto in carcere per il procedimento principale, quello relativo alla morte di Satnam Singh.

Il processo davanti alla Corte d’Assise è ormai alle battute finali. Nell’ultima udienza l’accusa, rappresentata dal Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli e dal pubblico ministero Marina Marra, ha chiesto una condanna a 22 anni di reclusione. Alla richiesta della Procura si sono associate anche le parti civili.

Mercoledì 8 luglio sono previste le arringhe della difesa. Subito dopo i giudici entreranno in camera di consiglio per decidere il verdetto. La Corte d’Assise è presieduta dal giudice Mario La Rosa, affiancato dal giudice Francesca Ribotta e dalla giuria popolare.

Resta invece aperto il procedimento sul caporalato, che riprenderà il 16 settembre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina.