Ventidue anni di reclusione. È questa la richiesta formulata dalla Procura di Latina nei confronti di Antonello Lovato, imputato per la morte di Satnam Singh, il bracciante agricolo indiano deceduto il 19 giugno 2024 dopo il tragico incidente avvenuto due giorni prima in un’azienda agricola di Borgo Santa Maria. A riportarlo è Latina Oggi.
La richiesta è stata avanzata dal Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli e dal pubblico ministero Martina Marra durante la requisitoria davanti alla Corte d’Assise di Latina. Un intervento particolarmente intenso, segnato dall’emozione sin dalle prime battute.
“Questa non è soltanto la morte di un uomo che si poteva salvare, è una vita che si è consumata lentamente”, ha affermato Spinelli. “Satnam era un lavoratore invisibile: senza permesso di soggiorno, senza contratto. La sicurezza, che dovrebbe essere un diritto, per lui era diventata un privilegio negato”.
La Procura ha evidenziato come, nonostante la gravità delle condizioni di Satnam Singh fosse immediatamente evidente, nessuno abbia allertato i soccorsi nell’immediatezza. L’incidente sarebbe avvenuto alle 16.10, mentre la prima richiesta di intervento al 118 risalirebbe alle 16.28, quando Lovato aveva già trasportato il lavoratore presso la sua abitazione di Borgo Bainsizza.
“Non ci vuole una laurea in medicina per capire che in una situazione simile bisogna chiamare immediatamente i soccorsi”, ha sottolineato l’Aggiunto Spinelli. “Lovato aveva perfettamente percezione della gravità dell’infortunio e non si è mai allontanato dalla sua decisione, nonostante altre persone cercassero di convincerlo ad agire diversamente”.
Durante l’udienza sono state mostrate anche alcune immagini relative all’inchiesta: dall’abitazione di via Genova dove Satnam venne lasciato, alla cassetta di plastica in cui era stato riposto l’arto amputato, fino al macchinario agricolo ritenuto responsabile dell’incidente.
Per la Procura, Antonello Lovato non merita la concessione delle attenuanti generiche. “Satnam era vivo e poteva essere salvato. Con una semplice telefonata oggi potrebbe essere qui accanto a sua moglie”, ha concluso Spinelli.
Il procedimento giudiziario si avvia ora verso la fase finale. Dopo la requisitoria della Procura, la parola passerà alla difesa: le arringhe dei legali dell’imputato sono fissate per il prossimo 30 giugno.









