Sui muri di via Roma, a Terracina, qualcuno ha deciso di lasciare una scritta che trasmette rabbia, odio e sgomento. “Satanista, Sionista”, sono queste le parole comparse sotto casa dell’europarlamentare Nicola Procaccini. Parole che hanno scosso la città, rompendo quella linea invisibile che separa il confronto, anche duro, dalla violenza verbale che ferisce e intimorisce.
Non è stata una semplice contestazione. Sono parole che pesano, che fanno rumore e che hanno spinto molti a reagire senza esitazioni. Tra questi Fabio Minutillo, coordinatore di Fratelli d’Italia, che ha parlato di un gesto “vile e inaccettabile”, ricordando con forza che episodi simili non possono trovare spazio in una società che voglia definirsi civile.
La solidarietà arrivata a Procaccini, anche da chi non condivide le sue posizioni, racconta però un’altra storia. Quella di una comunità che, nonostante tutto, sa ancora riconoscere il valore del rispetto reciproco. Lo stesso europarlamentare ha scelto parole misurate, senza alimentare lo scontro, ma lasciando trasparire il dispiacere per un gesto che resta difficile da accettare. “In tanti mi state scrivendo in queste ore. – si legge in un post su Facebook – Quando si svolge un’attività politica, bisogna mettere in conto che possano accadere cose simili. Ed è ciò che spiegherò anche a chi, avendo solo 7 anni, può restare facilmente impressionata passando davanti a quel muro. Però sì, non posso negare che si rimane sempre un po’ colpiti. Per questo ringrazio tutti per l’amicizia e per la solidarietà. Soprattutto di chi non condivide le mie idee politiche, ma condivide il bisogno di vivere insieme in una società civile e democratica”.
Reazione immediata è arrivata anche dal sindaco di Terracina Francesco Giannetti, che ha così commentato quanto accaduto: “Desidero esprimere la mia piena solidarietà all’on. Nicola Procaccini per la scritta apparsa in Città, e la ferma condanna per un gesto vile e incommentabile. Atti di questo tipo, carichi di odio e intolleranza, non hanno alcuno spazio in una società civile e democratica. Colpire in questo modo un uomo prima ancora che un politico è un gesto vile che va condannato con forza dalla comunità e da tutte le parti politiche”.
Sul caso sono già partite le indagini degli uomini della Digos.









