Si è sbloccata solo in serata, dopo quasi dieci ore di tensione e trattative, la vicenda dell’abitazione che da decenni blocca il completamento di viale Le Corbusier all’altezza di via Zanetti. Intorno alle 18 gli occupanti hanno lasciato l’immobile destinato alla demolizione, permettendo al Comune di entrare finalmente in possesso della struttura e avviare i lavori per eliminare il cosiddetto “collo d’oca”.
Non senza polemiche. Gli eredi dell’ex proprietario – un’anziana donna, due sorelle e un uomo – hanno accettato di uscire solo dopo aver ottenuto una sistemazione temporanea. A pagarla sarà proprio il Comune, che ha messo a disposizione una sistemazione alberghiera per alcuni giorni.
Una vera e propria beffa per l’ente, che nel frattempo chiede loro circa 100.000 euro per l’occupazione, dal 2012 a oggi, della parte abusiva dell’edificio. Quella porzione, mai demolita nonostante un’ordinanza del 2006, è stata acquisita al patrimonio comunale per legge. La cifra deriva da un’indennità mensile di 651 euro moltiplicata per 160 mensilità, a cui si sommano tasse e spese di demolizione. Il tutto si compensa solo in parte con il rimborso riconosciuto per l’esproprio della parte regolare dell’immobile.
In mattinata la Questura aveva predisposto un imponente dispositivo con Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, tecnici Enel e Italgas, sanitari e veterinari per la presenza di animali. L’obiettivo era procedere allo sgombero forzato, ma si è scelto di puntare sulla mediazione.
Gli occupanti hanno provato a opporsi sostenendo di non avere redditi, di non aver ricevuto correttamente tutte le notifiche e di voler attendere l’esito degli ultimi ricorsi al Tar. Una linea che negli anni ha però contribuito a rallentare una vicenda già complessa: metà casa era destinata all’esproprio per pubblica utilità, l’altra era abusiva e da tempo confiscata.
Sulla giornata è intervenuta il sindaco di Latina, Matilde Celentano, con una nota ufficiale: “È stata una giornata particolarmente impegnativa e carica di apprensione. L’amministrazione comunale ha operato con la massima attenzione, con responsabilità e particolare sensibilità, garantendo la presenza dei Servizi sociali e di tutte le strutture competenti, affinché nessuno venisse lasciato solo in un momento delicato come questo. Alle ore 14 le persone presenti nell’immobile oggetto di sgombero hanno chiesto qualche ora di tempo per organizzarsi a lasciare l’edificio. Nel frattempo il Comune ha messo a loro disposizione una sistemazione alberghiera, in attesa di una soluzione idonea al caso. I Servizi sociali restano a disposizione per accompagnare questo passaggio scrupolosamente e con la massima attenzione. L’obiettivo è procedere con il completamento di viale Le Corbusier per restituire alla città la piena funzionalità di un’arteria fondamentale, migliorando il deflusso del traffico e la qualità urbana della zona, nel rispetto delle regole e delle persone. Oltre alle forze di polizia, ringrazio gli uffici dei dipartimenti Servizi sociali, Patrimonio e Lavori pubblici per l’impegno prestato in questa vicenda che si trascinava ormai da molti anni”.
Ora la strada è finalmente libera. E il cantiere per completare viale Le Corbusier può partire davvero









