La Procura di Latina ha smascherato i protagonisti della “stagione delle bombe” ai Palazzi Arlecchino, con i gemelli Spinelli al centro di una guerra per il dominio dello spaccio. Intercettazioni dal carcere rivelano la strategia di terrore di giovani criminali contro la vecchia malavita, culminata in arresti per ordigni anche potenzialmente letali.
Tutto inizia il 7 settembre 2025, quando una bomba devasta l’ingresso del civico 10 di via Guido Rossa. I fratelli Spinelli, che abitano accanto, capiscono subito la minaccia: nel palazzo colpito vive Davide Greco, loro fidato custode di tre pistole, munizioni e cocaina nascosta in un locale del palazzo, sequestrata dai Carabinieri subito dopo. La piazza di spaccio delle Arlecchino era già nota, con sei arresti da inizio anno, inclusa una fuga sfiorata dai gemelli.
Da carcere, dove Mattia Spinelli è detenuto per tentata estorsione a un noleggiatore di auto, arrivano le confessioni fatali. Microspie captano i suoi dialoghi con Matteo Baldascini e Giuseppe Marcellino: «Le sentivate voi Mattè da qua? L’hai sentita?» chiede soddisfatto il 4 ottobre. «Ho fatto un macello, in cinque mesi ho scatenato una guerra non lo so come…» ammette, vantandosi di ordigni e sparatorie. «L’ultima l’ho fatte separate, è quella del grigio» dice, alludendo a Maurizio Santucci, capo della fazione rivale.
La risposta è immediata: l’8 settembre, ordigno in via Darsena contro Santucci; il 18, l’attacco clamoroso in viale Nervi. Mattia descrive l’effetto: «Ho sfondato tutto là, fattelo dire da Cicala, stava là… mentre mettevo la bomba (incomprensibile) là gli ho sfondato tutto, portoni, cassette, vetri, ascensore… l’ha piegato proprio, le porte quelle che si aprono le ha piegate in dentro, l’avevo messa fuori al portone, fuori al portone te lo giuro Matteo… dentro alla cassetta l’avevo messa, dove mettono le poste». Coinvolge Nico Mauriello, “Spadino”: «Spadino l’ha messa la, fattelo dire da lui…. grosse cosi… se tu le vedi…, quando le sparo si sfrantuma tutto».
I gemelli Mattia e Yuri Spinelli, con Mauriello (26 anni) e Greco (25), organizzano pusher, vedette e turni per un fiorente spaccio. Nove attentati tra settembre e novembre mirano a scalzare i veterani come Santucci. Nico Mauriello conferma: «Semo andati alle Nervi, un chilo e mezzo de bomba; boom! Scoppia tutto il palazzo». Il Gip Barbara Cortegiano avverte: «Volevano imporre la volontà criminale terrorizzando una intera città».
Squadra Mobile e Carabinieri stringono il cerchio, con video e consulenze. Un ufficiale dell’Esercito certifica la bomba di viale Nervi: «I reperti visionati evidenziano la costruzione artigianale dell’ordigno che appare costituito da una lattina di bibita riempita con esplosivo ad alto potenziale. L’ordigno impiegato per sua costituzione ed ancor più per gli effetti devastanti sarebbe stato in grado di uccidere e ferire gravemente nel raggio di 15 metri.». Il giudice nega i domiciliari: «Non avrebbe senso sottoporre gli indagati agli arresti domiciliari nella confort zone dove sono in grado di gestire ogni cosa e decidere il bello e il cattivo tempo in spregio delle leggi e delle più comuni regole del vivere civile». «Una porzione di territorio per lo spaccio si contendono il campo due fazioni opposte», conclude, con Mattia leader e Spadino esecutore.








