Formazione per i futuri chef, sicurezza alimentare e un’offerta turistica sempre più inclusiva. Sono questi i pilastri del progetto “Lazio senza glutine: inclusione, formazione e informazione”, i cui risultati sono stati presentati alla Pisana promosso da Regione Lazio e ARSIAL in collaborazione con AIC Lazio APS. Un’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di sei istituti alberghieri e circa 700 studenti formati su scala regionale, nata per dare attuazione alla legge regionale n. 7 del 2025. Per la provincia di Latina il progetto si traduce in una risorsa strategica, soprattutto in vista della stagione estiva. Contestualmente ai dati del bilancio, che vedono oltre 28mila celiaci stimati nel Lazio e uno stanziamento regionale di 500mila euro per il 2026, è stata infatti lanciata la nuova guida online “Lazio senza glutine”.
Lo strumento, scaricabile in formato multilingue dal sito di AIC Lazio anche tramite QR code, mappa le eccellenze dell’accoglienza “gluten free” sul territorio. In tutto il Lazio sono 303 i locali aderenti al programma Alimentazione Fuori Casa (AFC) dell’Associazione Italiana Celiachia, e la provincia di Latina ne conta ben 22. Le strutture certificate, prive di rischi di contaminazione, sono distribuite tra il capoluogo e le principali località balneari e turistiche del litorale, con una presenza qualificata in mete a forte afflusso come Gaeta e Fondi. L’obiettivo della mappa e dei corsi svolti nelle scuole è garantire a residenti e turisti la possibilità di frequentare ristoranti, pizzerie e locali del territorio in totale sicurezza, innalzando il livello qualitativo dell’accoglienza pontina.









