Nuovi guai giudiziari per l’ex caposala dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, già condannata lo scorso marzo a dieci anni di reclusione nell’ambito di un procedimento per violenza sessuale su minore. La Procura di Latina le contesta ora il reato di interferenza illecita nella vita privata, in concorso con un 37enne di Velletri con cui avrebbe avuto una relazione.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, la donna avrebbe utilizzato il proprio telefono cellulare per riprendere di nascosto alcune colleghe all’interno degli spogliatoi dell’ospedale mentre si cambiavano prima di entrare in servizio. I filmati, che avrebbero immortalato sei infermiere ignare delle registrazioni, sarebbero poi stati inviati all’uomo, che li avrebbe richiesti.
L’episodio contestato risale al 12 marzo 2025 ed è emerso durante le indagini che avevano portato all’arresto e alla successiva condanna della donna nel procedimento principale. Dall’analisi del telefono cellulare sequestrato dagli investigatori sarebbe infatti emerso il nuovo filone investigativo, coordinato dal pubblico ministero Marina Marra.
Alla ex caposala viene inoltre contestata l’aggravante di aver commesso il fatto approfittando del ruolo ricoperto all’interno della struttura sanitaria pontina.
La vicenda era affiorata già nel corso di una testimonianza resa da un agente della Squadra Mobile durante il processo per violenza sessuale, quando erano emersi elementi che hanno portato all’apertura di un ulteriore fascicolo.
Nel frattempo resta in attesa dell’Appello la sentenza che, con rito abbreviato, ha condannato sia l’ex infermiera sia il 37enne di Velletri a dieci anni di reclusione. La nuova inchiesta aggiunge adesso ulteriori contestazioni a un quadro giudiziario già particolarmente pesante.









