Sarà il 19 febbraio la data chiave per l’inchiesta sui chioschi del lungomare di Sabaudia. In quella giornata la Corte d’Appello si pronuncerà sulla richiesta di ricusazione del giudice per le indagini preliminari presentata da Giovanni Secci, ex vicesindaco della città, indagato per turbativa d’asta.
Secci aveva sollevato l’istanza durante l’interrogatorio preventivo del 20 gennaio, scegliendo di non rispondere alle domande del gip. La difesa contesta alcuni passaggi del provvedimento che ha autorizzato le intercettazioni, ritenendo che il giudice si sia spinto oltre i limiti previsti dalla legge.
Nell’indagine, condotta da Carabinieri Forestali e Guardia di Finanza, si ipotizza che l’assegnazione di cinque postazioni sul lungomare sia stata condizionata, alterando l’esito del bando pubblico. La Procura di Latina ha chiesto gli arresti domiciliari per Secci e per due dirigenti comunali, che hanno respinto le accuse.
Ora la parola passa ai magistrati della Corte d’Appello, chiamati a decidere se accogliere o meno la richiesta di ricusazione.









