Tenta rapimento neonato, arresto convalido: il racconto shock

Mi giro e vedo quest’uomo che afferra l’ovetto e cerca di tirarlo verso di sé. Io l’ho tirato dalla mia parte e ho iniziato a urlare”. È ancora sotto choc la mamma del neonato che domenica sera ha rischiato di essere portato via mentre si trovava nel parcheggio del supermercato Carrefour, in zona Piccarello. La donna era seduta sul sedile posteriore dell’auto accanto al figlio di appena cinque mesi, sistemato nel seggiolino, quando all’improvviso lo sportello si è aperto. Davanti a lei un uomo che ha afferrato l’ovetto cercando di trascinarlo fuori dall’abitacolo. Alle urla della donna è intervenuto immediatamente il padre del piccolo, che ha inseguito l’uomo riuscendo a bloccarlo con l’aiuto di alcuni testimoni fino all’arrivo delle forze dell’ordine. “L’ho rincorso e ho capito che era stato lui, perché continuava a ripetere “io no bambino”. È stata una scena terribile”, ha raccontato l’uomo.

Il responsabile, un cittadino iracheno di 34 anni senza fissa dimora, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Volante con l’accusa di tentato sequestro di persona. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, poco prima era stato notato da alcune persone mentre si aggirava con atteggiamento sospetto tra le auto in sosta nel parcheggio del market. Dopo l’interrogatorio svolto nella casa circondariale di via Aspromonte, il giudice per le indagini preliminari Paolo Romano ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Simona Gentile.

Assistito dall’avvocato Francesco Cossa, l’indagato ha risposto alle domande del giudice sostenendo di non essersi reso conto di quanto stava accadendo perché in stato di ebbrezza. Ha raccontato di aver bevuto un’intera bottiglia di whisky prima di raggiungere il supermercato per cercare qualcosa da mangiare. La versione fornita dall’uomo, che ha spiegato di essere arrivato in Italia anni fa dopo essere fuggito da Mosul e di vivere attualmente tra la strada e il dormitorio per l’emergenza freddo, non ha però convinto il giudice, che ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere. Nel frattempo la difesa ha chiesto l’acquisizione dei filmati delle telecamere di sorveglianza del supermercato, che potrebbero documentare lo stato di alterazione dell’indagato.