La Procura di Cassino ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati per la morte di Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di sette anni deceduto sabato nella piscina delle Terme Vescine di Suio. L’inchiesta, aperta per omicidio colposo, punta a ricostruire ogni passaggio della tragedia e a chiarire se ci siano state omissioni nella gestione e nella sicurezza dell’impianto.
Nel fascicolo finiscono i titolari delle due società riconducibili alla struttura, il responsabile della manutenzione e il manutentore delle piscine, figura che secondo gli investigatori avrebbe avuto anche compiti legati all’assistenza ai bagnanti. La svolta è arrivata dopo i primi accertamenti dei carabinieri di Formia e Castelforte, che hanno acquisito documenti, immagini della videosorveglianza e svolto nuovi rilievi nella vasca posta sotto sequestro.
L’ipotesi ritenuta più probabile resta quella del risucchio provocato dal bocchettone di aspirazione, forse privo della griglia di protezione. Proprio su questo punto si concentra il confronto tra le parti: la famiglia del piccolo, assistita dall’avvocato Francesco Lauri, sostiene che il dispositivo non fosse presente o non fosse stato riposizionato correttamente, mentre la difesa della struttura parla di manutenzione quotidiana e di impianti dotati di griglie antirisucchio.
Decisivo sarà l’esame autoptico, che verrà affidato oggi al medico legale e dovrebbe essere eseguito già giovedì. L’autopsia dovrà stabilire con precisione la causa del decesso e verificare se sul corpo del bambino ci siano segni compatibili con il trascinamento o il blocco provocato dal sistema di aspirazione.
Restano intanto al centro dell’indagine anche la posizione del personale presente e le modalità di sorveglianza della piscina al momento dell’incidente. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, per liberare Gabriele sarebbero servite quattro persone, elemento che conferma la forza del risucchio e alimenta gli interrogativi sulla tenuta delle misure di sicurezza.
La famiglia Petrucci, arrivata da Roma per un soggiorno legato anche al compleanno del bambino, chiede che venga fatta piena luce su tutta la catena delle responsabilità. La vicenda, oggi, si muove tra perizie, filmati e rilievi tecnici, con un solo obiettivo: capire se quella tragedia si poteva evitare.









