Travaglio dopo il furto: “Dentro il pc non c’è nulla”

Un furto dai contorni insoliti e ancora avvolti dal mistero è avvenuto giovedì sera al Teatro Gabriele D’Annunzio di Latina, durante lo spettacolo Cornuti e contenti di Marco Travaglio. Ignoti si sono introdotti nel camerino del giornalista mentre era in scena, portando via il suo computer portatile e quello della sua segretaria.

A rendere l’episodio particolarmente singolare è la modalità con cui è stato messo a segno: il teatro non è dotato di impianti di videosorveglianza e non era presente un servizio di vigilanza dedicato. Al momento, quindi, non ci sono elementi utili per identificare i responsabili. Sul caso sta comunque indagando la Polizia, che ha avviato una serie di accertamenti.

Secondo quanto ricostruito, i ladri non avrebbero sottratto il portafogli del direttore de Il Fatto Quotidiano, ma si sarebbero impossessati di un piccolo borsellino contenente pochi spiccioli, alcuni documenti e oggetti di scarso valore, oltre a un cardigan in cachemire. Una scelta che lascia aperti diversi interrogativi sulle reali intenzioni di chi ha agito.

Travaglio ha affrontato l’accaduto con ironia, sottolineando come l’accesso ai computer sia comunque protetto da password e come i dispositivi siano stati immediatamente bloccati da remoto. Nessun timore, quindi, per eventuali dati sensibili: all’interno dei pc, ha spiegato, non ci sarebbero materiali riservati ma solo articoli già pubblicati e documenti d’archivio.

Un elemento che gli investigatori stanno valutando riguarda la conoscenza degli spazi interni: chi è entrato nel camerino sembrerebbe muoversi con familiarità tra i locali del teatro. La porta non era chiusa a chiave, ma durante lo spettacolo l’accesso era possibile solo attraverso percorsi normalmente presidiati dal personale.

La sindaca di Latina ha espresso personalmente il proprio rammarico per l’accaduto, scusandosi con il giornalista. Resta però il nodo della sicurezza: l’assenza di telecamere anche nell’area esterna del Palacultura complica il lavoro degli inquirenti e rende più difficile risalire ai responsabili.

Al termine dello spettacolo è stato lo stesso Travaglio ad accorgersi del furto e a dare l’allarme. Per ora, il caso resta aperto: un episodio anomalo che solleva interrogativi sulla tutela degli artisti e degli spazi culturali cittadini.