Un rifugio marino nell’ex residenza dei Casati Stampa, il progetto del Comune di Ponza per l’isola di Zannone

Una veduta dall'alto dell'ex casino in uso ai Casati Stampa

Da casino di caccia ad “alcova” dei Casati Stampa, da sede del Corpo Forestale dello Stato a luogo degradato e oggetto di devastazioni… a rifugio marino. E’ questa l’ultima destinazione dell’edificio, fonte di aspre polemiche nel recente passato, segnata sulla mappa di navigazione dell’amministrazione comunale di Ponza, guidata dal sindaco Franco Ferraiuolo. L’immobile, sito sull’isola di Zannone, sarà restaurato e adibito a rifugio marino grazie ad un contributo dello Stato di 1.909.222 euro destinato proprio alla messa in sicurezza e recupero della palazzina comunale.

Il fondo stanziato fa parte della pioggia di euro emanata con decreto del 6 marzo 2019 dal capo dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno, di concerto con il capo dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in cui risultano finanziate diverse opere pubbliche nel comune di Ponza. Milioni di euro caduti non a caso sulla più grande delle isole pontine. “Questa amministrazione – spiega il primo cittadino di Ponza – a suo tempo aveva inserito gli interventi in questione nel piano triennale delle opere pubbliche e partecipato al bando del ministero”.

“Una bella notizia – commenta il sindaco Ferraiuolo -, frutto dell’eccellente lavoro a cui hanno dato il loro fattivo contributo i tecnici operanti con l’amministrazione comunale. Un lavoro che ha trovato meritevole accoglimento e che ha dato i suoi frutti”. Sono le cifre stanziate a mettere in luce la portata dell’evento. Oltre ai quasi due milioni di euro per la palazzina comunale sull’isola di Zannone, il Comune di Ponza beneficerà di 527.235 euro per la messa in sicurezza e recupero dell’ex centrale di via Roma, angolo via Parata, 1.231.505 euro per la messa in sicurezza della falesia di Cala Gaetano e 1.490.207 euro per la messa in sicurezza di Cala Fonte.

Alla palazzina comunale sull’isola di Zannone, l’amministrazione comunale di Ponza intende dare nuova vita attraverso un progetto turistico-culturale che si conforma alla tutela naturalistica del luogo. “Non abbiamo intenzione di realizzare un resort – ha precisato Ferraiulo in ricordo di bizzarri progetti – ma un rifugio marino, con un punto di ristoro, un centro di accoglienza per i turisti che arriveranno sull’isola a visitarla, un piccolo museo informativo in cui soddisfare le curiosità del visitatore rispetto alle caratteristiche naturalistiche, mineralogiche e avifaunistiche di Zannone. All’interno della palazzina sono previsti posti letto per coloro i quali che, per ragioni di studio e/o di ricerca scientifica, avranno la necessità di trascorrere la notte sull’isola. Il Comune assegnerà le varie tipologie di servizio attraverso bandi, favorendo così la possibilità di creare occupazione anche in forma cooperativa. Il progetto di rifugio marino prevede anche l’organizzazione di un servizio di trasporto turistico per l’accompagnamento di comitive turistiche. Importante dire che il tutto non potrà prescindere dalla realizzazione di un sicuro punto di attracco”.

Il sindaco Ferraiuolo ricorda che in questo momento vige una delibera di Consiglio comunale che chiede l’uscita di Zannone dal perimetro del Parco nazionale del Circeo. “Al riguardo – aggiunge -, seguirà come per legge una procedura per verificare se oggi ci siano ancora le condizioni che indussero nel 1979 ad includere l’isola nel Parco nazionale del Circeo con decreto del Capo dello Stato. Nelle more, il Comune di Ponza intrattiene rapporti istituzionali per una condivisione (quindi, con un maggiore coinvolgimento del Comune) per i progetti che l’Ente Parco intende svolgere a Zannone. In tutti i casi, che si esca o meno a seguito della procedura, il Comune intende restaurare e gestire attraverso bandi la palazzina di sua proprietà nonché gestire le aree marine Sic e Zcs adiacenti le isole di Zannone nonché di Ponza e Palmarola avendo già avanzato tale richiesta formalmente alla Regione Lazio”.

Tornando sull’isola di Zannone e alla palazzina comunale oggi fortemente degradata, il sindaco Ferraiuolo spiega che per moltissimi anni è stata data in uso al Parco – ex gestione del Corpo forestale dello Stato – e che attualmente invece i servizi di istituto dell’Ente Parco, ivi compresi quelli dei carabinieri forestali, trovano spazio nella sede demaniale del Faro di Capo Niro, che si trova a circa 40 metri dal livello del mare sul versante che dà verso il Circeo.

L’ex casino di caccia, teatro per anni di passioni a luci rosse del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, di sua moglie Anna Fallarino e degli amanti di quest’ultima, sorveglia l’isolotto dall’alto offrendo un impagabile colpo d’occhio. Ora il Comune di Ponza ha tutti gli strumenti per restaurare l’edificio e restituirlo alla pubblica fruizione attraverso un progetto turistico-culturale, rispettoso dell’ambiente, e speriamo capace di attirare visitatori.

Molti gli ingredienti da sfruttare, perché Zannone non è solo dei mufloni, degli uccelli, dei cespugli e delle rocce. E’ ricca di storia, sacra e profana. I reperti archeologici testimoniano il lungo trascorso e vissuto dei monaci cistercensi; la tragedia dei Casati Stampa e del giovane Massimo Minorenti continua a stimolare curiosità a distanza di quasi mezzo secolo dal drammatico epilogo. La ricca vegetazione mediterranea, rigogliosa e ben conservata, costituisce il luogo di sosta ideale per migliaia di uccelli migratori, oggetto di numerosi studi.

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