Verso nuovi “Reti di Impresa” della Regione Lazio. Rivalutare le attività commerciali locali. Un’opportunità.

di Ivan Simeone
i.simeone@virgilio.it

Nuova opportunità per le attività commerciali di prossimità, con l’approvazione delle nuove “reti di impresa” della Regione Lazio, le “Reti di impresa tra attività economiche su strada”.
Nei giorni scorsi la Commissione Attività produttive della Regione Lazio, presieduta dall’on. Vittorio Sambucci, ha deliberato le nuove linee guida chiudendo così l’iter che poi vedrà la realizzazione e pubblicazione del bando a maggio prossimo, che vede una disponibilità economica da parte della Regione Lazio di ben 9,5 milioni di euro finalizzati a sostenere le piccole attività locali del commercio di vicinato in primis.
Si tratta di un intervento importante per rafforzare il tessuto economico locale e rendere i nostri centri urbani più attrattivi e vivi, ha dichiarato l’On. Vittorio Sambucci. Gli interventi mirano prevalentemente a favorire la rigenerazione urbana e contrastare la desertificazione commerciale. Iniziativa questa fortemente voluta anche dall’Assessore alle Attività produttive e Vice Presidente della Regione Lazio On. Roberta Angelilli.
Le reti di impresa possono essere un importante strumento strategico locale, come volano economico con un effetto moltiplicatore e di “leva” per lo sviluppo locale.
È uno strumento che può contribuire alla lotta contro la desertificazione ma deve essere ben impegnato e, principalmente, utilizzato come strumento per avviare processi di rilancio economico, piccolo o grande che sia, senza ridursi a progetti effimeri e finalizzati ad interventi momentanei che poi non lasciano nulla.
Le Reti possono essere costituite in una logica territoriale (attività di un quartiere, strada o are ben definita) o di filiera con una vocazione tematica e composta da attività economiche “su strada” facenti parte di un percorso di offerta integrata e intersettoriale pur in settori merceologici differenti.
In tutto questo processo le Associazioni di categoria datoriali, maggiormente rappresentative e i “Manager di rete” formati nei mesi scorsi, sono figure di supporto essenziale per una buona riuscita dei progetti e delle ricadute locali. Non dimentichiamoci che è un bando che deve essere predisposto, anche finanziariamente, presentato, realizzato ed infine rendicontato. Non è certamente cosa semplice da porre in essere. Ruolo centrale lo hanno anche i Comuni, punto di riferimento e di “garanzia” per l’intervento sui singoli territori.
Ma cosa finanziano? I “Progetti” –ovviamente poi bisognerà analizzare il bando quando verrà pubblicato- dovranno essere orientati su attività di promozione, marketing territoriale come interventi di riqualificazione urbana, promozione web e social come realizzazione di opere decorative ed organizzazione di eventi. Le linee di azione sono molto vaste e possono soddisfare diverse esigenze di promozione delle attività interessate. Particolare attenzione ai progetti legati ad una determinata filiera, i quali dovranno valorizzare “le specialità merceologiche ovvero la narrazione a base dell’idea di filiera”.
Le “Reti” che vedranno approvati i propri Progetti, potranno contare su un finanziamento che va da un minimo di 50 mila euro ad un massimo di 100 mila euro, in base al numero degli abitanti del Comune di appartenenza. Questo strumento è una opportunità da cogliere e da non sciupare in progetti effimeri.