Zuliani sul Giacomini: “Subito nuovo parere, specificando tipologia area”

    L’iter avviato per il progetto di recupero dell’ex cinema Giacomini di Latina non convince il Partito democratico che torna ad attaccare l’amministrazione comunale sui ritardi urbanistici.

    “Ritardare scelte importanti, come la pianificazione di interventi sul territorio e nel nostro caso la revisione dei Ppe, porta a subire le scelte altrui, e questo è inaccettabile da parte di chi governa un territorio”, afferma il capogruppo Nicoletta Zuliani che cita i casi di via Roccagorga e il Giacomini. “Sono la conseguenza di una ‘non scelta’ che di fatto diminuisce la sovranità dei cittadini e costringe ad interventi spot – dichiara la consigliera dem -, scelte limitate e, come nel caso di Q3 e Giacomini, dettate da istanze di privati, invece che frutto di una pianificazione dallo sguardo ampio e generale”.

    Sono due gli interrogativi da porsi, secondo Zuliani, sul caso Giacomini: “Vogliamo trasformare edifici da teatro/cinema a locali ad uso diverso? Possiamo farlo? La prima domanda ci impone di guardare alla città tutta, e non solo ad una porzione di essa, quindi ci obbliga ad un ragionamento ampio su come la nostra città si stia trasformando mostrando esigenze diverse, di trasformazione di funzioni che si evolvono (il concetto di mercato, i luoghi della fruizione e della produzione della cultura…). Su questo ragionamento, purtroppo, registriamo da tempo un ritardo dannoso: la revisione dei Ppe avviata solo di recente non porterà effetti immediati, e i privati, giustamente, avanzano le loro proposte e le loro istanze. Le risposte, al di fuori di un quadro generale definito, possono essere solo risposte particolari. La seconda domanda ci porta a verificare se il quadro normativo ce lo consente”.

    “Da un’attenta lettura del parere fornito dalla Regione Lazio al Comune rispetto alla questione Giacomini – afferma la consigliera di opposizione – , non si evince l’ok della Regione al cambio di destinazione d’uso che l’intervento comporterebbe. O meglio, il Comune non esplicita nella richiesta del parere alla Regione, che l’edificio in questione ricade in una zona della città che la norma esplicitamente non ammette per i cambi di destinazione d’uso in quanto zona ‘storica’ della città. La norma vieta questi interventi a tutela della funzione culturale dei cinema e dei teatri, è evidente”.

    A parere del capogruppo dem sarebbe necessario riformulare subito da parte del Comune la richiesta di parere alla Regione Lazio esplicitando bene, questa volta, dove l’edificio ricade. “In questo modo – conclude – , se la Regione dà parere favorevole, avremo reso l’intervento possibile non solo per la nostra città, ma anche per tutti i gli altri comuni della Regione: un servizio di chiarezza e trasparenza per una comunità ben più grande”.