Pd, La Penna traccia il futuro: vincere nei Comuni. A Latina la partita più difficile

Carla Amici PD Elezioni 2018

 

“Da gennaio dobbiamo fare un cambio di marcia, abbiamo bisogno di un partito che deve vincere in tutti i Comuni, anche in quelli piccoli, massimo a metà di gennaio avremmo tutti i candidati a parte Priverno che avrà bisogno di una gestazione più lunga. Spero per gennaio di risolvere anche Latina, l’obiettivo è far vincere Enrico ma non è una partita facile. Non abbiamo bisogno di prove di forza, ci vuole senso di responsabilità e scelte di contenuti”. Chiari e perentori gli obiettivi espressi dal segretario provinciale del Partito Democratico Salvatore La Penna nella conferenza stampa di fine anno. Un bilancio del partito dei democratici a livello provinciale per tracciare gli obiettivi e spiegare la sua posizione spesso criticata durante le primarie di Latina e in alcuni difficili tavoli provinciali. SI parte da Latina e La Penna chiarisce che “l’obiettivo di tutti è che Enrico Forte diventi il sindaco. Come presidente provinciale devo guardare più ai risultati che non alle dinamiche interne delle aree. Gli avversari, e questo lo dico a tutti, non sono quelli interni ma è un centrodestra che ha devastato la città e la provincia e questo onostante i parametri a livello economico dicano che ha tutta la forza e la vocazione per stare tra le prime dieci città d’Italia. A noi oggi serve sul partito una soluzione unitaria, qualunque essa sia, serve lavorarci con pazienza. Il partito non è un comitato elettorale. Se si crede di far spiccare il volo al partito senza contenuti, senza documenti programmatici, trattando gli organismi come urne e seggi si va fuori strada”.

La spaccatura. Il riferimento è a quanto sta accadendo con l’elezione del segretario comunale che ha alimentato la spaccatura nel partito: “Il vincitore delle primarie ha detto che non c’è stato un congresso, ci sono state delle dimissioni di Quattrola che io non capisco ancora e che rispetto. A seguito di quelle dimissioni c’è una assemblea che non ha svolto un congresso e che ha un suo segretario e che deve lavorare a una soluzione unitaria. Ho interessato il partito nazionale e regionale sulla vicenda, parlando con Melilli, che è preoccupato e spinge sulla soluzione unitaria”.

Acqualatina. La Penna spiega anche la posizione del partito su Acqualatina: “Rivendichiamo il percorso fatto collegialmente con l’avviso pubblico, sono state nominate tre persone che avevano i titoli per essere nominate in base all’avviso scritto da Carla Amici, ma sono nomine che non rispondono a criteri di discontinuità e in una ottica di trasparenza collegialità. L’esito per motivi aritmetici e per la volontà di forza italia non era quello che auspicavamo. Era il massimo risultato possibile per le quote che avevamo ma non puntavamo a fa rinviare l’assemblea come qualcuno ha detto”. Per La Penna La Meloni avrebbe avuto ragione “se avessimo fatto una lista con forza Italia con il vecchio metodo della spartizione e composto il Cda. Dice falsità per tutelare di Giorgi e Procaccini che sono stati sfiduciati per la loro incapacità politica. Il nostro compito era mettere la parola fine ad esperienze amministrative deleterie”.

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