Sabaudia, niente delibere sull’urbanistica: cade di nuovo il numero legale. Lucci: andrò a casa il 4 maggio

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La crisi politica di Sabaudia l’avevamo parafrasata al paradosso dell’asino di Buridano. E così è. Morirà di fame e di sete il 4 maggio. Il sindaco Maurizio Lucci questa sera, dopo la maratona di Giunta che gli ha consentito di approvare una raffica di atti che vanno dalla programmazione degli eventi estivi, all’apertura delle iscrizioni agli asili nido e alla concessione dell’ex scuola di Sacramento alla parrocchia Santissima Annunziata, solo per citarne alcuni, avrebbe voluto deliberare in sede di Consiglio comunale anche i Pua aziendali, le modifiche al regolamento edilizio e non ultimo dare seguito alla sentenza del Tar relativa alla lottizzazione Papi. Ma nulla da fare. Gli stenti di una situazione politica ormai incancrenita non gli hanno consentito neanche quell’alzata di mani che sia pure insufficiente allo scopo gli avrebbe potuto far dire: sono stati loro a non volere il bene della comunità. Ma la colpa a loro gliel’ha data lo stesso, a loro che non si sono presentati in aula, i fratelli traditori, a loro che dai banchi dell’opposizione hanno abbandonato i lavori ribadendo che senza una maggioranza al governo non si può stare. “L’impegno, caro sindaco, era che lei fosse tornato in Consiglio con una maggioranza, anche alternativa, e invece continua a non avere i numeri per governare”. Sono suonate più o meno così le parole del consigliere di Forza Italia Luca Mignacca, annunciando l’abbandono dell’aula del suo gruppo.

Il Consiglio

I lavori erano iniziati con l’intervento del consigliere Giada Gervasi di “Cittadini al lavoro” che ritenendo illegittima, come già palesato a mezzo stampa, la convocazione dell’assise senza la mozione di sfiducia al primo punto ha chiesto il parere al segretario generale Grazia Trabucco. La risposta è arrivata dopo uno stizzito intervento del sindaco, che ha detto all’opposizione di stare tranquilla perché se ne sarebbe andato a casa il 4 maggio (giorno della discussione della mozione di sfiducia già calendarizzata) e di volere in questa sede soltanto dare certezza alla città con l’approvazione dei punti all’ordine del giorno, e della pronta replica di Giovanni Secci e di Mignacca che lo hanno accusato di aver fatto un discorso da campagna elettorale e che comunque la discussione era fuori luogo altrimenti si sarebbe argomentata la sfiducia, bacchettando per questo anche il presidente dell’assise civica Vincenzo Avvisati. Dunque la parola al segretario che ha sostenuto in maniera molto cauta in quanto “impossibilitata a consultare sul momento la giurisprudenza” che non vi sarebbe stata alcuna violazione né al Testo unico né al Regolamento che distingueva la procedure della mozioni dalle mozioni di sfiducia costruttiva. E’ seguita la dichiarazione di Mignacca sulla volontà del gruppo ad abbandonare i lavori. Poi l’intervento del consigliere Salvatore Schintu che, accogliendo favorevolmente le ragioni dell’urgenza del sindaco di dare risposte alla città, ha proposto, vista l’ingovernabilità dovuta al venir meno della maggioranza, di accelerare la pratica con le dimissioni in blocco senza dover necessariamente attendere il 4 maggio. Anche Schintu di Moderati per Sabaudia ha poi abbandonato l’aula seguito da Amedeo Bianchi di Viva Sabaudia Viva. Cinque in meno, ancora troppi pochi per la mancanza del numero legale. A questo punto è uscito anche il sindaco, ma è ritornato Secci, poi è uscito Piero Giuliani e sono ritornati Mignacca e Marcello Pastore, e allora sono usciti gli altri consiglieri di maggioranza. Insomma la porta girevole ha fatto un paio di rotazioni prima che il segretario dichiarasse sciolta la seduta per mancanza del numero legale. Il Consiglio tornerà in scena il prossimo 4 maggio per la discussione della mozione di sfiducia a Lucci.

Il retroscena

Assente questa sera l’intero gruppo di Fratelli d’Italia, la componente politica della maggioranza elettorale di Lucci, che a gennaio di quest’anno ha aperto la crisi lamentando un comportamento poco democratico da parte del primo cittadino che lo avrebbe tenuto fuori dalle decisioni importanti sopportando di tutto e di più. Una questione di poltrone? I fratelli avrebbero voluto più chiarezza e trasparenza e risposte al ripetuto appello al sindaco sulla composizione dei gruppi consiliari e della Giunta. Nulla di più. Ma quando in Consiglio si doveva discutere la cosiddetta Cuc (Centrale unica di committenza, questione tecnica) hanno votato contro e il sindaco ha rassegnato le dimissioni per poi ritirarle pochi giorni dopo sperando in un ricompattamento. Ma nulla da fare. Fratelli d’Italia restituirà presto tutte le deleghe. Si tornerà in aula per l’adesione alla Stazione unica appaltante. Ma è ancora un buco nell’acqua. Poi è arriva al protocollo del Comune la mozione di sfiducia sottoscritta da Forza Italia, Viva Sabaudia Viva e Fdi il cui assessore, Marilena Gelardi, nello stesso momento ha rassegnato le dimissioni. Nello stesso giorno un altro Consiglio a vuoto. Infine quello di questa sera.

Il bilancio 

Entro il 30 aprile si sarebbe dovuto approvare il bilancio. “Era questa la vera urgenza”, ha ribadito Gervasi questa sera in Consiglio. Lo approverà il commissario prefettizio o magari chissà un commissario ad acta. Del resto il 4 maggio deve ancora arrivare. Hai visto mai che non piombi a Palazzo quel governo di salute pubblica ipotizzato all’inizio di questa storia? Un’illusione maturata attorno a ipotesi inverosimili di carità pelosa o c’è qualcosa di concreto? Tranquilli: Lucci ha detto che il 4 maggio andrà a casa.

L’urbanistica

Ci sono argomenti che scottano come i tetti di tante case. Troppe per una piccola città. Il Consiglio di questa sera doveva servire, nell’intenzione dei fedelissimi del sindaco a correggere alcune storture. Ma non è stato possibile. Il pugno duro usato contro la lottizzazione di via Biancamano che ha portato il Comune ad annullare i permessi a costruire disponendo l’acquisizione dei beni a patrimonio dell’ente (questione al momento sospesa dal Tar) ha provocato un’azione risarcitoria di 5 milioni di euro per presunti danni. I titolari di interessi edilizi, a più riprese, sarebbero stati notati tra il pubblico dell’aula consiliare durante le sedute dell’assise civica nelle fasi più accese della crisi. Non si erano mai visti prima di allora. L’aula consiliare è pubblica e più è frequentata e meglio è, sia in termini di trasparenza che di democrazia, purché non la si utilizzi per esercitare condizionamenti che nulla abbiano a che vedere con gli interessi collettivi.

PRESENTI E ASSENTI

La seduta di questa sera si è aperta con il consueto appello. Presenti: il sindaco Maurizio Lucci, il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Avvisati, i consiglieri della Lista Lucci Gabriele Iodice e Giuseppina Volpato, i consiglieri del gruppo Misto Marco Bertolissio, Paola Moretto e Piero Giuliani; e all’opposizione i consiglieri di Forza Italia Luca Mignacca, Giovanni Secci e Marcello Pastore; il consigliere Amedeo Bianchi di Viva Sabaudia Viva; il consigliere Giada Gervasi di Cittadini al lavoro; il consigliere Salvatore Schintu di Moderati per Sabaudia. Presenti anche gli assessori in carica: il vice sindaco Felice Pagliaroli, l’assessore alle finanze Giuseppe Di Trento, l’assessore alle Politiche sociali Carla Marchionne e l’assessore all’urbanistica Vincenzo Borrelli. Assenti: i consiglieri di Fratelli d’Italia Renato Bianchi, Temistocle Belmonte, Piera Polisena e Antonio Zeoli.

 

 

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Rita Cammarone
Nata a Latina il 22 novembre 1967 ha iniziato l'avventura di cronista nel 1997. Laureata in Economia e commercio, ha lavorato per Latina Oggi, Agenzia Giornalistica Italia, il quotidiano La Provincia e Corrieredilatina.it, occupandosi di cronaca e politica. Diciannove anni di passione, giornalista professionista, sempre pronta a ripartire. Rieccola.