Servizi Industriali, te lo do io l’atto di citazione. Ecco la maxi azione risarcitoria contro il Comune di Terracina

949
Stefano Nardi
Stefano Nardi

Si avvicina l’udienza della causa civile intentata dalla Servizi industriali contro il Comune di Terracina a fronte di circa 10 milioni di euro da recuperare per lo svolgimento del servizio di raccolta rifiuti da luglio 2013 a marzo 2015. La citazione, tenuta sottochiave dagli uffici comunali per una non meglio precisata questione di riservatezza, neanche fosse il rapporto Pelican, è tornata alla ribalta con il comizio tenuto, sabato scorso, dal candidato sindaco Stefano Nardi. “Non saranno 10 milioni di euro che alla fine il Comune dovrà pagare alla Servizi Industriali, ma ritengo che il dovuto sarà comunque rilevante”. Nella sua “requisitoria” politica contro Nicola Procaccini, non che abbia risparmiato gli altri avversari di questa campagna elettorale, l’ex sindaco Nardi ha ricostruito l’iter di una vicenda nata dal fallimento “pilotato” della Terracina Ambiente per dare sfogo ad un assumificio sfrenato. Ma al di là di questo risvolto inquietante, Nardi – a margine dell’evento pubblico – ha fornito alcuni dettagli sulla citazione “top secret”, sottolineando come l’azienda riconducibile alla famiglia Fatone sia stata obbligata a conferire alla Rida Ambiente (la cui comunicazione era curata dalla srl Centro studi politici, diretta da Procaccini) ad un prezzo maggiore rispetto a quella diversamente prescelta dalla stessa.  “A seguito dell’imposta utilizzazione degli impianti di smaltimento – si legge infatti in un passaggio della citazione – differenti da quello preso in considerazione dall’impresa in sede di formulazione dell’offerta, quest’ultima si è trovata ad affrontare costi ulteriori rispetto a quelli originariamente preventivati, costi che devono essere posti a carico del Comune di Terracina”. Ma andiamo oltre.

La citazione

L’atto di citazione – redatto dagli avvocati Pierluigi Piselli e Ugo Altomare – ha per oggetto tre tipologie di richieste: la disapplicazione delle penali, ritenute infondatamente e illegittimamente applicate dal Comune di Terracina in danno della Servizi industriali; il pagamento dei compensi maturati dalla Servizi Industriali nel periodo di esecuzione del contratto; il risarcimento dei danni subiti dalla Servizi Industriali nel corso dell’esecuzione del contratto in ragione della condotta, ritenuta inadempiente, tenuta dal Comune di Terracina.

Le penali contestate

Sono 11 le “voci” per le quali la Servizi industriali chiede al Tribunale di Roma di accertare e dichiarare l’illegittimità e l’infondatezza delle penali applicate dal Comune di Terracina e per l’effetto disporre la disapplicazione delle stesse con conseguente condanna dell’ente municipale, nella persona del suo legale rappresentante pro tempore,  al pagamento in suo favore delle relative somme.  Si va da un massimo di 430mila euro a 4.750 euro. Il “capitolo” sanzioni è preceduto da una serie di eccezioni generali che gli avvocati della ditta di Fatone sollevano. Intanto per incominciare, osservano i legali, la valanga delle penali arriva a partire dal novembre 2014, dopo la pronuncia del Tar che dichiarava l’illegittimità dell’aggiudicazione disposta in favore della Servizi Industriali che aveva intrapreso l’esecuzione del contratto a luglio 2013 e che “per più di un anno il Comune di Terracina non aveva sollevato alcuna contestazione in ordine a presunti inadempimenti contrattuali, se non limitatamente ad aspetti di dettaglio comunque contestati”. E ancora, “il Comune di Terracina ha provveduto ad un’applicazione a dir poco arbitraria di infondate penali contrattuali nei confronti della Servizi Industriali per il complessivo importo di 1.579.576,68 e procedendo, peraltro, a trattenere sui canoni contrattuali la maggiore somma di 1.599.266”. Sempre a carattere generale, gli avvocati Piselli e Altomare, mettono in evidenza come le penali (immotivate) sarebbero state applicate in violazione alle disposizioni di contratto e di capitolato speciale di appalto nei quali venivano distinte le sanzioni per le quali era prevista la possibilità del Comune di Terracina di applicare una trattenuta pecuniaria per ogni giorni di inadempienza dalle sanzioni per le quali veniva invece attribuita al Comune di Terracina la facoltà di applicare una trattenuta economica per inadempienza costatata, ma senza alcun periodo di riferimento per il quale l’inadempienza veniva accertata. In pratica il Comune – è questa la contestazione – avrebbe sanzionato la Servizi Industriali in applicazione di una sanzione giornaliera (laddove non era prevista) e per lo più propendendo (lì dove la sanzione prevedeva un minimo e un massimo)  per l’applicazione della sanzione sempre nella misura massima”. Insomma, se la Servizi Industriali era meritevole di così tante sanzioni perché il Comune non ha proceduto alla risoluzione del contratto come previsto dal capitolato speciale di appalto? Perché procedere con contestazioni postume, accumulate quasi a fine rapporto?

Per il mancato servizio di pulizia giornaliera dei cimiteri la Servizi industriali chiede la restituzione 370.500 euro; 430.000 euro è la somma che chiede per la disapplicazione della  penale relativa alla ritardata o inesatta esecuzione del servizio di raccolta domiciliare porta a porta; 86mila per la disapplicazione della penale per mancato utilizzo nell’esecuzione del servizio di mezzi nuovi; per la disapplicazione della penale relativa al mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e mancata raccolta stradale dei rifiuti urbani nell’area del litorale chiede, invece, 241.101 euro. E ancora 6.000 euro li chiede per la disapplicazione della  penale per utilizzo di personale fuori appalto, 82.550 e 282mila euro rispettivamente per la illegittimità della penale per mancato invio del file per la rendicontazione delle consegne giornaliere e per la mancata dotazione del sistema di rilevamento satellitare. Da aggiungere 49.250 euro, sanzione relativa al mancato funzionamento dell’ecosportello; 4.750 per mancata comunicazione elenco mezzi; 25.500 euro per illegittimità di ulteriori penalità applicate dal Comune di Terracina.

A solo titolo di esempio esaminiamo la prima voce: mancato servizio di pulizia giornaliera dei cimiteri. Il Comune avrebbe applicato alla ditta di Fatone una penale di 370.500, sebbene il servizio di pulizia dei cimiteri fosse affidato ad altro soggetto e che la Servizi Industriali, con spirito collaborativo, abbia acconsentito di effettuare un servizio aggiuntivo a totale titolo gratuito per 10 giorni.

Inadempimenti del Comune

La richiesta di condanna del Comune si arricchisce di altri 16 importi dovuti a inadempimenti del Comune in ordine al pagamento di altrettante prestazioni. Si va da un massimo di 1.025.871 euro a un minimo di 2.871 euro. Nel dettaglio la Servizi industriali chiede la condanna dell’ente municipale di Terracina al pagamento di: 77. 299 euro per il servizio di spazzamento e raccolta rifiuti del mercato di Borgo Hermada ; di 153.839 euro per il servizio di pulizia aree interne al cimitero; 192.901 per servizio di spazzamento aggiuntivo; 1.025.871 euro per servizio di riassetto giornaliero su tutto il territorio comunale;  154.410 per il servizio di pulizia e raccolta rifiuti comprensivo di trasporto e smaltimento presso l’area portuale.  A fronte del servizio aggiuntivo di rimozione rifiuti presso gli stabilimenti balneari l’ex gestore dei rifiuti chiede 28.710 euro; per i servizi resi nel 2014 e 2015 relativi all’effettuazione di giri aggiuntivi di raccolta presso l’area del litorale chiede  352.194 euro; per il servizio aggiuntivo di sfalcio e diserbo stradale chiede 391.254 euro, per rimozione di discariche abusive chiede 40.471 euro e per il servizio aggiuntivo di pulizia e taglio delle erbe infestanti ne chiede 56mila euro. Ancora: 18.768 per il servizio aggiuntivo di smaltimento dei rifiuti cimiteriali derivanti da esumazione ed estumulazione; 118.232 per servizio aggiuntivo di smaltimento dei rifiuti provenienti dalle isole ecologiche itineranti; 106.143; 2.871 ; 4.252 euro per mancato pagamento di ulteriori servizi aggiuntivi di pulizia dell’arenile, sfalcio dell’erba, rimozione del materiale di risulta, raccolta straordinaria nei giorni festivi, raccolta straordinaria a seguito alluvione dicembre 2014 e 7.499 euro per costi affrontati dalla Servizi Industriali  per servizi aggiuntivi di rimozione dei rifiuti ex Dogana, pulizia caditoie via Olivetti, rimozione rifiuti abbandonati mercato Arene. Tutti servizi aggiuntivi svolti e non pagati.

I danni subiti

Lungo anche l’elenco dei danni. L’offerta formulata dalla Servizi Industriali era basata sul costo di smaltimento dei rifiuti indifferenziati praticato dalla discarica Indeco. “Senonché, con ordinanza del 9 agosto 2013, il sindaco del Comune di Terracina, ordinava all’impresa di conferire i rifiuti urbani non differenziati presso impianti che provvedevano al loro pretrattamento. Questo chiaramente precludeva alla Servizi Industriali – si legge nella citazione – la possibilità di eseguire il servizio al costo preventivato e sulla base del quale era stata formulata l’offerta”. L’amministrazione ad agosto 2013 sollecitava la Servizi Industriali a conferire alla Saf di Frosinone, “successivamente il Comune, cambiando nuovamente idea (per ragioni mai chiarite) stipulava un contratto diretto con la società Rida, imponendo alla Servizi Industriali l’uso di tale impianto”. A fronte di tali cambiamenti la Servizi industriali rappresentava all’amministrazione comunale la necessità di tenere in considerazione una variazione economica dell’offerta formulata in sede di gara. La somma degli ulteriori costi, rispetto a quelli originariamente preventivati, che la società di Fatone avrebbe sostenuto ammonta a 737.640 euro per il conferimento presso la Saf, la Rida e Csa. E ancora danni li avrebbe patiti per la mancata attivazione della raccolta differenziata nei tempi previsti: la differenza è di 687.787 di costi maggiori sostenuti per l’indifferenziato e di 1.106.593 di proventi in meno per la differenziata. Ammonta a 239.135 euro il presunto danno patito dall’impresa a causa della mancanza del centro di conferimento Raee, ingombranti sfalci e potature. I danni subiti a fronte della carenza di controlli da parte dell’amministrazione circa la presenza di rifiuti dei comuni limitrofi ammonterebbero a 1.077.024 euro, a 1.121.382 quelli per l’utilizzo del sito di Morelle, sprovvisto di corrente, di certificato di agibilità, di acqua corrente, di sistema antincendio e di sistema di depurazione delle acque reflue.

Insomma, un elenco infinito di eccezioni per le quali la Servizi Industriali chiede la condanna del Comune di Terracina al pagamento di circa dieci milioni di euro per la quale la gestione commissariale dell’ente ha iniziato ad accantonare fondi.

LE VOSTRE OPINIONI

commenti