Bilancio Acqualatina, verso la resa dei conti tra Depfa, Comuni e Idrolatina

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Il sindaco Damiano Coletta

Contro il colosso finanziario della Depfa bank ci sarebbe poco da fare: troppo stretti i tempi per un eventuale contenzioso da parte dei Comuni, meglio affrontare la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico soprattutto in conferenza dei sindaci Ato 4 (già fissata la prossima all’11 ottobre per le tariffe).

E’ quanto trapelato dalla riunione indetta dal sindaco di Latina Damiano Coletta con altri colleghi in rappresentanza della quote pubbliche della società Acqualatina. Presenti rappresentanti delle municipalità di Nettuno, Priverno, Formia, Bassiano, Lenola, Roccagorga, Aprilia e Cisterna.

In discussione due questioni, fortemente collegate: la convocazione (per il 6 o 7 settembre) della Depfa Bank, per conoscere le intenzioni di voto sul bilancio da parte dei Comuni che nel 2008 sottoscrissero il pegno sulle azioni a garanzia di un maxi prestito concesso alla società pubblico-privata Acqualatina, pronta ad esercitare ora il diritto di voto per fatto rilevante (mancata approvazione a luglio scorso del bilancio societario); l’assemblea dei soci di Acqualatina con all’ordine del giorno il bilancio 2015 per i quali molti sindaci hanno già contestato, anticipando di fatto l’intenzione di voto.

Da quanto si apprende la linea del sindaco del Comune di Latina, l’ente con il maggior numero di azioni “compromesse” dalla Depfa bank, sarebbe quella di non partecipare all’assemblea per il voto del bilancio per ottenere un doppio risultato: quello di non essere costretto a votare in favore del bilancio (diversamente sarebbe surrogato dalla banca nell’esercizio del voto) e quello di non essere surrogato dalla banca (i voti del socio privato Idrolatina, che da solo copre il 49%, dei Comuni allineati ad esso sono più che sufficienti, in seconda convocazione, ad approvare il bilancio anche senza l’aiuto della Bepfa bank).

Il ragionamento fila, ma serve la compattezza dei Comuni ribelli al sistema di Acqualatina soprattutto per far cadere il numero legale all’adunanza assembleare di prima convocazione.

Anche il Comune di Cisterna – posizione da confermare in maggioranza – si sarebbe mostrato intenzionato a sostenere la strategia di Latina. Il che non sarebbe poca cosa in aggiunta all’assenza “certa” del Comune di Aprilia, il secondo della provincia dopo il capoluogo, da sempre assente alle assemblee per via di contenziosi in atto, attualmente fermi in Cassazione, contro lo “strapotere” del socio privato previsto nello statuto.

Titubanti i sindaci del centrosinistra che quel voto contrario al bilancio lo vorrebbero a tutti i costi per mandare a carte quarantotto il consiglio di amministrazione.

Intanto oggi alla prima chiamata della Depfa bank non avrebbe risposto nessuno dei 10 Comuni con i pegni sulle proprie azioni. Ieri il sindaco di Terracina ha dato la sua disponibilità ad incontrare l’istituto di credito per il giorno 7, previa intesa sull’orario. E non certo per palesare il suo gradimento al bilancio. Nicola Procaccini, inoltre, ha sostenuto che l’esercizio di voto in surroga da parte dell’istituto di credito costituirebbe una violazione allo statuto della società a prevalente capitale pubblico. Il sindaco di Lenola alla banca ha scritto che il suo voto non si tocca perché quelle sottoscrizioni sono annullabili e che sul bilancio si è già espresso negativamente e che comunque la sua decisione finale sarebbe scaturita dalla discussione assembleare del punto all’ordine del giorno. Dunque non resta che attendere domani, ultima chiamata della banca, per sapere quanti e quali sindaci avranno raggiunto lo studio notarile di Roma che agisce per l’istituto di credito irlandese.

L’assemblea sul bilancio è indetta in prima convocazione per l’8 e in seconda per il 9 settembre. I sindaci del Partito democratico, ieri, hanno fatto sapere attraverso il primo cittadino di Formia Sandro Bartolomeo che al bilancio voteranno contro e che il loro unico obiettivo è quello di ripubblicizzare il servizio idrico integrato. L’appello di Coletta a non partecipare all’assemblea in definitiva non implicherebbe loro un passo indietro, perché essere assenti significherebbe comunque non votare il bilancio.

I giochi sono ancora aperti? La strada indicata dal sindaco di Latina in più occasioni e ribadita alla riunione di oggi avrà il vantaggio di non dare soddisfazione alla Depfa, pronta a sostenere Idrolatina con un’azione di surroga, e di non creare scompiglio in Acqualatina atteso che si è molto lontani dalla ripubblicizzazione del servizio.

Indipendentemente dal bilancio resta da capire in che modo i sindaci dell’Ato 4 intendano bloccare la scalata di Acea e portare avanti la ripubblicizzazione dell’acqua.

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