Ventotene, appalti in cambio di voti. Ecco tutti i nomi della cricca finita sotto inchiesta

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Nel riquadro Geppino Assenso

Tredici indagati per per turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, truffa aggravata, per l’erogazione di pubbliche forniture ed abuso d’ufficio finalizzato alla realizzazione del cosiddetto “voto di scambio”. E’ il bilancio dell’operazione che questa mattina a Ventotene ha visto, da parte della Guardia di Finanza, l’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari una delle quali a carico dell’ex sindaco Geppino Assenso la cui amministrazione è stata sciolta neanche un anno fa a seguito della mancata approvazione del bilancio comunale con il conseguente commissariamento dell’ente che ora si appresta a nuove elezioni nella tornata delle amministrative dell’11 giugno. Il problema era stato attribuito alla mancata copertura delle spese correnti. Un difetto insormontabile segnalato dall’organo di revisore dei conti. Due i nodi principali: la casa alloggio per anziani e la cooperative per il servizio di pulizia porti e rade.

I fatti contestati dalla Procura di Cassino che hanno portato all’esecuzione delle ordinanze cautelari vanno dal 2011 al 2016. Arrestati, insieme all’ex primo cittadino, gli ex consiglieri Daniele Coraggio e Claudio Santomauro, quest’ultimo anche titolare di una ditta individuale edile, il responsabile dell’area tecnica Pasquale Romano, firmatario degli atti finiti nell’inchiesta, e Antonio Langella, presidente della società cooperativa Porto Romano.

Le indagini svolte dalla Brigata della Guardia di Finanza di Ventotene, in sinergia con gli uomini del colonnello Michele Bosco, comandante provinciale delle Fiamme Gialle, sono state coordinate dal sostituto procuratore Roberto Bulagarini che all’esito delle investigazioni ha chiesto, ottenendole, le misure cautelari. Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalea. Sotto inchiesta, oltre agli arrestati, sono finiti indagati a piede libero Francesca Gargiulo, Raffaele Taliercio, Francesco Coraggio, Raffaele Di Gabriele, Luigi Cirillo, Patrizio Quinto, Giuseppe Cimino e Catia Bianchi. Sono tutti accusati degli stessi reati, in concorso.

L’attività investigativa avrebbe fatto emergere la sussistenza, sull’isola, di una vera e propria associazione a delinquere dedita ad appalti e assegnazione di pubbliche forniture in generale al fine di realizzare il voto di scambio. Gli arrestati vengono inquadrati, nell’ordinanza che li vede ai domiciliari, come gli ideatori e promotori della cricca di politici e imprenditori per l’affidamento ad aziende “preselezionate” di opere e servizi mediante gare, promosse con il metodo della procedura negoziata, indette solo da un punto di vista documentale. Le imprese in questione, in base alle indagini svolte, sarebbero risultate fittiziamente invitate al fine di garantire la scelta precedentemente operata a favore di un determinato imprenditore.

Nel caso di gare caratterizzate dall’affidamento di servizi, secondo gli inquirenti, l’allora funzionario incaricato si premuniva, pur di garantire l’impresa affidataria “amica”, di non procedere alla stipula di alcun contratto né, tantomeno, assicurare alla stazione appaltante gli introiti offerti per l’aggiudicazione, arrecando, in tal modo, anche un danno erariale all’ente pubblico. Le procedure investigate hanno riguardato un insieme di gare indette nell’area del porto nuovo di Ventotene che hanno visto la realizzazione di opere nonché l’affidamento di servizi legati al turismo, risorsa economica significativa dell’isola. Nell’ambito dello stesso contesto sarebbe emerso il ricorso al fenomeno del “voto di scambio”, al fine di agevolare nelle competizioni elettorali gli allora esponenti politici compiacenti. Questi ultimi, quale contropartita, avrebbero dovuto garantire l’aggiudicazione, agli imprenditori loro associati, di gare pubbliche relative a servizi di fornitura connessi al turismo sull’isola. Questo è quanto confermato nella tarda mattinata di oggi dal procuratore di Cassino nel corso di una conferenza stampa.

Le indagini a carico del responsabile dell’area tecnica erano note da tempo sull’isola di Ventotene e in particolar modo negli ambienti municipali e dell’imprenditoria, ciò nonostante la cricca avrebbe continuato ad operare allo stesso modo.

L’inchiesta sugli appalti pilotati sull’isola di Ventotene è la seconda del genere in provincia di Latina dall’inizio dell’anno, tralasciando quella di fine 2016 denominata Olimpia. Per l’operazione Tiberio, esplosa il 16 gennaio 2017 con clamorosi arresti, tra cui quello del sindaco di Sperlonga Armando Cusani, uscito dal carcere solo la scorsa settimana – ora è detenuto ai domiciliari -, è in corso il processo. La prossima udienza è fissata per il 13 giugno.

 

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