Caso Sep, il sindaco di Maenza: uscire dal ricatto, gestione pubblica dell’impianto

Sulla situazione Sep, le cui emissioni nauseabonde stanno ammorbando non solo gli abitanti di Mazzocchio ma anche i cittadini di Sonnino, Roccasecca dei Volsci e Priverno, sono scesi in campo i sindaci del vasto comprensorio che ha a che fare con il problema. Un problema accentuato dall’aumento della quantità di organico conferito nell’impianto, avvenuto negli ultimi tempi. Accanto alla Sep è pronto a nascere un impianto simile. Sulla vicenda, appositamente intervistato, interviene anche Claudio Sperduti, primo cittadino di Maenza, e tecnico/dirigente specializzato nel trattamento dei rifiuti.

Da giorni ormai il problema degli effluvi maleodoranti della Sep sta affliggendo i residenti della zona a cavallo tra i Comuni di Pontinia, Priverno, Sonnino e Roccasecca, ovvero tutte realtà vicinissime a Maenza. A che pensa sia dovuto il problema?

Il problema della Sep e di due nature. La prima riguarda l’impianto; la seconda la gestione del ciclo dello stesso impianto. Ci sono tecnologie moderne da poter mettere in campo senza arrecare danno alla salute dei cittadini. Una gestione pubblica dell’impianto sarebbe una soluzione. Sai quanto spende Maenza per smaltire l’umido? Quasi 30mila euro annui che coprono la spesa per l’umido prodotto da 3.200 abitanti. Moltiplica per 450.000 cittadini che sono gli abitanti della provincia di Latina ed il dato è chiaro. Parliamo di tanti soldi.

I cittadini maentini, per ora sono al riparo dalle emanazioni odorigene moleste ma l’assenza di Maenza dalla riunione tra sindaci per il problema, è stata interpretata come colposa. Come la giustifica?

Mah, io non sono stato invitato. Vado ovunque e sarei andato anche lì. E avrei avuto molto da dire. Ritengo che anziché continuare a fare lotte contro la proprietà, la politica e quindi i sindaci debbano sedersi intorno ad un tavolo. Facciano una proposta per l’acquisto e  successivo ammodernamento dell’impianto.

C’è chi sostiene che dietro al tira e molla Sep e alla questione rifiuti in genere ci sia una sorta di contesa di interessi tra addetti del settore. Che ne dice?

Ci sono interessi privati. Acea compresa. Ma dobbiamo sbaragliare tutti, far saltare il banco e ricominciare da capo. Impianti pubblici, management qualificato scendo per competenza non per appartenenza. E poi tanta trasparenza. Realizzare un impianto ex nuovo costa (costi veri investiti da privati ) 5/7 milioni di euro. Ci vogliamo spaventare davanti a queste cifre? Lo faccia il pubblico e blocchi i costi, prima che a farlo sia un privato.

Da tecnico del settore rifiuti qual è nella vita professionale, Sperduti prova ad indicare la strada…

Usciamo da questi ricatti. I comuni grandi facciano il porta a porta (fatto bene !!!!) e riducano al minimo la quantità di indifferenziato da portare a Rida. Si faccia un impianto pubblico per la gestione della frazione organica… nel frattempo lasciamo le materie riciclabili al libero mercato. Sarebbe una buona base di partenza. Se la differenziata è  fatta bene, l’impianto e l’indifferenziato è di qualità, il Tmb non serve. I rifiuti (pochi a questo punto)  potrebbero andare direttamente all’inceneritore di San Vittore.

Per quanto riguarda la scelta dei colleghi sindaci di Roccasecca, Sonnino, Priverno e Pontinia, Sperduti non ha dubbi…

I sindaci giocano un ruolo importante la lo devono fare con lungimiranza e come dice qualche mio collega sindaco si faccia ciò che è necessario fare, non ciò che conviene fare.

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