Latina, gara trasporto pubblico locale: scatta l’esposto in Procura sul caso dell’obiettivo impossibile

Aldo Doria

Doria lo aveva detto: impossibile espletare la gara per la nuova gestione del servizio di trasporto pubblico locale entro il 30 giugno 2017 e il tempo gli ha dato ragione; ad oggi sulle strade di Latina viaggiano ancora i pullman dell’Atral, la società in proroga da anni. E il caso finisce in Procura. La commissione di gara soltanto il 28 settembre scorso ha potuto esaminare le offerte, ammettendo alla selezione quattro ditte, tra cui una con riserva. Quindi tre mesi dopo. E non è ancora finita: l’affidamento del servizio, da 23 milioni e mezzo, da quella data si è fermato, a causa di un ricorso al Tar che sarà discusso nei prossimi giorni. Ma questa è un’altra storia.

L’ex dirigente del servizio Sviluppo economico e trasporti Aldo Doria, ad aprile 2017, quando il bando non era stato ancora indetto (bisognerà attendere il 29 maggio 2017; si ricorderanno gli studi di Lbc sull’ipotesi di adesione ad un precostituito Ato dei trasporti), aveva indicato come obiettivo del Piano economico di gestione la data del 31 dicembre 2017 per arrivare a dama. Invece, nel corso di una riunione del 19 aprile, “la giunta municipale contrariamente a quanto concordato precedentemente con l’istante (Aldo Doria, ndr), per il raggiungimento dell’obiettivo ‘nuova gestione del servizio Tpl approvazione atti di gara ed espletamento gara ed affidamento del Tpl’, aveva anticipato il termine al 30 giugno 2017”. Il virgolettato fa parte della richiesta di accesso agli atti che l’ex dirigente (assunto con contratto legato al mandato elettorale del sindaco Damiano Coletta, poi costretto alle dimissioni), tramite l’avvocato Alessandra Guerrieri, ha presentato al Comune di Latina l’8 agosto scorso. Doria, tornava a chiedere copia del verbale della riunione di presentazione al sindaco Damiano Coletta degli obiettivi del Peg (Piano esecutivo di gestione) svoltasi in data 19 aprile 2017 e ogni altro documento ad esso consequenziale. E lo faceva attraverso il suo avvocato, perché le precedenti richieste erano cadute nel vuoto, sebbene fosse titolare di un “interesse diretto”. Quale? Semplice: il mancato raggiungimento degli obiettivi penalizza i dirigenti da un punto di vista economico. E quell’obiettivo anticipato al 30 giugno era per l’ex dirigente una forzatura bella e buona. Doria con adeguate motivazioni, aveva spiegato “l’impossibilità manifesta di poter rispettare tale nuovo termine temporale, essendo ictu oculi incongruo e foriero della inevitabile penalizzazione anche nel trattamento economico; pertanto il predetto – si legge nella richiesta di accesso agli atti – richiedeva espressamente, e ai fini della tracciabilità, la verbalizzazione puntuale di quanto espresso in merito a tale assoluta impossibilità manifesta”.

Dopo la richiesta tramite avvocato quel verbale a Doria gli è stato fornito. Che cosa è emerso? Che l’ex dirigente del servizio Sviluppo economico e trasporti questa mattina ha presentato un esposto in Procura: la ricostruzione dei fatti da parte dell’ex dirigente e i documenti allegati farebbero emergere un presupposto di falso materiale in atto d’ufficio.

Doria aveva lasciato il suo lavoro presso il Ministero per venire a Latina a dare una mano ad un amico, il sindaco cardiologo insediatosi da pochi mesi. Era dicembre dello scorso anno quando assunse la dirigenza del servizio assegnatogli, ma dopo il panettone qualcosa è andato di traverso, a cominciare dal caso sponsorizzazioni.

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