Caro estinto di Latina, Codici pianifica azioni contro le vessazioni in danno dei cittadini. Caso nazionale, obiettivo trasparenza

Il tavolo della conferenza stampa. Da sinistra: Luigi Gabriele, Antonio Bottoni, Gianmarco Florenzani e Leone Grossi

E’ partita oggi la mobilitazione dell’associazione nazionale Codici (Centro dei diritti del Cittadino) contro il caro estinto di Latina. Una battaglia per la trasparenza “che non è una caccia alle streghe” ma che serve a fare luce nelle pieghe oscure della gestione del servizio cimiteriale che sta creando disagi alle utenze vive e… morte del capoluogo pontino.

In una sala del Circolo Cittadino di piazza del Popolo, questa mattina si è tenuta la conferenza stampa organizzata da Codici, alla presenza degli avvocati Luigi Gabriele, Affari Istituzionali Codici, Gianmarco Florenzani, segretario provinciale Codici Frosinone, Leone Grossi, Codici Lenola e consulente legale di Codici Latina, rappresentata dal nuovo delegato Antonio Bottoni. Presenti tra il pubblico anche diversi cittadini che hanno partecipato attivamente al dibattito emerso, i consiglieri comunali Matteo Coluzzi, Matteo Adinolfi e Nicoletta Zuliani, presidente della commissione Trasparenza, e Sergio Sciaudone, segretario di Rifondazione comunista, da sempre attento sulla vicenda del cimitero di Latina.

Codici ha evidenziato tre criticità: la tassa sul morto, il mancato riscontro della sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato le clausole della convenzione con Ipogeo (la società che gestisce il servizio cimiteriale di Latina) che violano i principi della libera concorrenza e l’avviso/diffida rivolto alla cittadinanza a regolarizzare le sepolture pena la decadenza delle concessioni con “minaccia” di estumulazioni. Si tratta di temi posti all’attenzione dell’amministrazione comunale in carica da più fronti, cittadini in forma singola e associata, forze politiche di opposizione e dalla stessa associazione Codici che richiedendo documentazione attraverso istanze di accesso agli atti, presentate presso il Comune di Latina, si è ritrovata con un pugno di mosche in mano e non soltanto sul caso del caro estinto. Da qui la battaglia per la trasparenza.

In merito alla prima criticità è stato fatto presente che va chiarito se la tassa sul morto, ovvero il contributo per il mantenimento dei loculi, previsto nella convenzione stipulata tra il Comune e la Ipogeo, che costa al contribuente 15 euro l’anno oltre alla bolletta per l’energia elettrica delle luci perpetue, debba essere applicata anche per le sepolture avvenute prima dell’11 maggio 2009 (data della convenzione con la Ipogeo). Secondo Codici, comunque, la tariffa deve essere stabilita dal Comune in base a necessità di equilibro del Peg per il servizio cimiteriale e non dal concessionario. Nel corso della conferenza è stato ricordato che nel 2010, nel corso del commissariamento del Comune guidato dal prefetto Guido Nardone, sono stati anticipati alla Ipogeo 900mila euro che la stessa avrebbe dovuto restituire all’ente non appena introitata la tassa sul morto. Ora la Ipogeo dice di non aver rintracciato gli utenti…

Questione sentenza Corte di Cassazione che ha dichiarato nulla l’attribuzione alla concessionaria dei diritti di esclusiva nella posa di arredi funebri per l’area cimiteriale di Latina “in violazione della normativa antitrust”. La sentenza è stata resa nota il 22 maggio 2017. Che cosa è successo nel frattempo in piazza del Popolo? Nulla. Il Comune di Latina, nonostante la sentenza e la diffida a firma di Bottoni finalizzata alla modifica della convenzione relativamente alle clausole definitivamente annullate. E al cimitero? Sì, qui qualcosa è cambiato. La novità è arrivata dal pubblico presente nella sala del Circolo Cittadino: “Adesso la Ipogeo per gli arredi, su richiesta, lascia facoltà di ricorso al libero mercato, ma ti chiede 150 euro come tassa esame progetto motivo per cui l’utente non ha più convenienza a rivolgersi ad altre ditte”.

Dunque, il tema più delicato… che colpisce al cuore le persone sul piano degli affetti: il famigerato avviso pubblicato lo scorso anno non soltanto nella sede cimiteriale ma anche nel sito istituzionale del Comune per la sanatoria delle sepolture. L’orientamento di Codici è che si tratta di un avviso, che innanzitutto il Comune di Latina dovrebbe provvedere a rimuovere se non lo avesse ancora fatto, a carattere vessatorio del tutto illegittimo. L’avviso invita a regolarizzare le sepolture; in particolare è rivolto ai titolari che non hanno il contratto, quindi a tutti coloro che hanno sepolto i propri cari prima del 2009, quando la durata delle concessioni era perpetua o comunque di durata superiore ai 30 anni stabiliti nel regolamento di gestione affidata alla Ipogeo (nel 2009). Secondo Codici in primis la durata delle concessioni dei loculi deve essere prevista dal regolamento comunale di polizia mortuaria (quello del Comune di Latina risale al 1938), in secondo luogo non è possibile l’applicazione retroattiva di quanto previsto nel regolamento di gestione. Se, ad esempio la sepoltura è stata effettuata nel 2008, quando la concessione veniva rilasciata per 60 anni, non si può pretendere oggi di trasformarla in una concessione trentennale. Questo è quanto sostiene Centro dei diritti del Cittadino, che invita gli utenti di Latina a non cedere alle richieste di rinnovo dei contratti e relativi pagamenti. Richieste pressanti da parte dell’Ipogeo.

Alcuni anziani, presenti questa mattina alla conferenza, hanno esposto le loro esperienze riferendo di essere stati raggiunti telefonicamente dal gestore del servizio cimiteriale per sollecitare la cosiddetta sanatoria. “Mio padre ha 95 anni – ha riferito un uomo – ed ha preso lui la telefonata a cui ha spiegato che essendo anziano non avrebbe comunque potuto recarsi al cimitero. L’interlocutore si è reso disponibili a raggiungerlo presso la propria abitazione. Adesso mio padre è preoccupato per la ‘minaccia’ di estumulazione dei propri cari. Ha 95 anni”.

In merito alla sanatoria delle tumulazioni, i rappresentanti dell’associazione Codici hanno affermato che essere sprovvisti del contratto non significa non essere titolari della concessione perché al momento della sepoltura sono stati effettuati i dovuti versamenti: non esiste il morto abusivo.

“Porteremo all’attenzione a livello nazionale il caso del caro estinto di Latina al fine di sensibilizzare il Comune a risolvere in tempi celeri le gravi criticità emerse nella gestione cimiteriale a tutela dei cittadini”, ha concluso Gabriele, responsabile nazionale degli Affari Istituzionali Codici. Gli avvocati Florenzani e Grossi hanno annunciato le iniziative che metteranno in campo su Latina: esposto all’antitrust (Autorità garante della concorrenza e del mercato) sui profili vessatori riscontrati nelle pratiche commerciali scorrette al fine dell’ottenimento di sanzioni a carico della Ipogeo; esposto in Procura per segnalare se le telefonate e minacce di estumulazione possano confluire in ipotesi di estorsione, se le somme richieste ed eventualmente incassate a fronte della cosiddetta regolarizzazione delle sepolture possa configurare un raggiro, una tentata truffa o truffa in danno del cittadino; ricorso al Giudice di pace per il recupero delle somme indebitamente già pagate.

Al termine della conferenza, il consigliere Coluzzi ha citato la sua ultima interrogazione rivolta al sindaco e alla giunta “per sapere quali azioni amministrative sono state poste in atto dalla maggioranza, relativamente alla cosiddetta tassa sul morto, alla regolarizzazione delle concessioni e alla gestione del cimitero urbano, inerenti a quanto affermato finora da Latina Bene Comune”. La consigliera Zuliani ha portato a conoscenza dei cittadini che proprio questa mattina si sarebbe dovuta tenere la commissione congiunta Bilancio-Lavori pubblici, da lei richiesta insieme ad altri colleghi di opposizione, per affrontare questi temi, ma che alla fine non è stata più convocata perché il “neo assessore al ramo Emilio Ranieri si è insediato appena l’altro ieri”. In precedenza, a maggio scorso, il nuovo dirigente ai lavori pubblici Nunzia Lanzillotta aveva chiesto sei mesi di tempo per approfondire la tematica. “Se la commissione congiunta su questi temi non dovesse essere convocata neanche per la prossima settimana – ha aggiunto Zuliani – l’argomento sarà trattato in commissione Trasparenza”. La consigliera ha anche ricordato che mesi fa l’opposizione aveva chiesto l’istituzione di una commissione a tempo per esaminare tutti i problemi e trovare soluzioni, ma la maggioranza ha bocciato l’istanza.

Ora Codici ha lanciato la sua campagna a sostegno dei cittadini di Latina che potranno rivolgersi a codici.latina@codici.org o al telefono 335 6689009, contattando direttamente il delegato Antonio Bottoni.

I rappresentanti Codici a Latina hanno indossato la maglia “originale” per sensibilizzare i consumatori a non acquistare prodotti contraffatti nocivi per la salute e l’economia.

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