Latina accessibile, un passo avanti e due indietro. L’affondo di Coluzzi sull’ultimo incarico per la Ztl

Esempio di barriera architettonica in uno dei quartieri più popolosi di Latina e il consigliere comunale Matteo Coluzzi

Deluso il consigliere Matteo Coluzzi, coordinatore del gruppo politico giovanile Generazione per Latina, per la decisione di procedere al Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) partendo dal centro storico della città. E’ di oggi la notizia che con determina dirigenziale è stato dato incarico al professor Fabrizio Vescovo di supportare il rup per la redazione del Peba limitatamente a “una porzione di territorio su cui programmare, ovvero prendere atto, di interventi già previsti, mirati e circoscritti, e pertanto, maggiormente idonei a conseguire, in concreto peraltro in forma parziale, i singoli obiettivi che, progressivamente, andranno a comporre il Peba da estendere, nel tempo, all’intero territorio comunale”. Una porzione di città individuata nella Ztl. “Una porzione di città, la più centrale ma sicuramente non la più problematica”, bacchetta Coluzzi. L’atto amministrativo limita la redazione del Peba alla sola Ztl per mancanza di risorse sufficienti ad estendere la previsione su tutto il territorio comunale, dunque una programmazione da estendere in futuro anche ad altri quartieri.

La soluzione non soddisfa affatto il giovane esponente di opposizione il quale ricorda che il 19 dicembre 2016 il Consiglio comunale di Latina votò all’unanimità un ordine del giorno da lui stesso presentato che impegnava la Giunta e il Sindaco a prendere provvedimenti in merito alla questione delle barriere architettoniche sul territorio comunale. “Due i punti al centro della proposta – precisa Coluzzi – : provvedere all’immediata mappatura di tutti quegli elementi che ostacolano la mobilità e l’accessibilità di marciapiedi, scivoli, attraversamenti e percorsi urbani, e mettere in agenda la redazione di un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba). Infatti la legge 41 del 1986 prevedeva l’adozione da parte dei Comuni di Peba entro un anno dall’entrata in vigore della normativa. Un documento di programmazione che a Latina non è mai stato prodotto e che ha portato ad un punto di non ritorno la condizione di mobilità e di accessibilità del nostro tessuto urbano”. Ebbene, che peso ha l’indirizzo politico del Consiglio comunale? Domanda Coluzzi. E se il problema è l’assenza di risorse, allora Latina Bene Comune, secondo il consigliere, sbaglierebbe due volte.

“Nel Documento unico di programmazione di LBC – spiega Coluzzi – era stato inserito l’obiettivo del Peba per tutto il territorio comunale, ma nonostante alcuni impegni di spesa ad oggi (confermato dalla discussione del Question Time nella quale era stato da me interrogato a tal riguardo l’Assessore Buttarelli) non risultava aperto fino a poche settimane fa alcun capitolato finalizzato a tale intervento. Inoltre durante l’ultimo bilancio di previsione non fu preso in considerazione l’emendamento del sottoscritto che destinava 200 mila euro alla specifica funzione di redazione del Peba”. Tutto ciò, evidenziando in rosso il primo errore. Il fatto poi che oggi ci si giustifichi dietro il “non ci sono i soldi” è per Coluzzi inaccettabile. “Tra poco si andrà a discutere il nuovo bilancio previsionale, in quell’occasione ci si potrà ancora nascondere dietro la scusa del ‘non ci sono soldi’?” “Ancora una volta emerge il limite di questa maggioranza, l’incapacità di una programmazione organica e di una visione di sviluppo concreto del territorio – è l’affondo di Coluzzi -. Latina Bene Comune continua a mettere toppe mentre la città attende risposte concrete. ‘La città di tutti’ presente nei loro proclami sarà presente solo nel centro storico, dimenticando borghi e periferie. La ‘politica delle bugie’ che va ad aggiungersi a tutti gli altri impegni presi e non mantenuti”.

 

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