Latina, una prova di evacuazione della scuola “Fabiano” finisce nelle aule dei Tribunali

Carla Amici PD Elezioni 2018

A metà ottobre di tre anni fa, all’Istituto Comprensivo “Vito Fabiano” di Borgo Sabotino, decidono di fare una prova di evacuazione dell’Istituto. Prove che ogni tanto vengono messe in atto per la tranquillità di tutti. Nel caso dovesse succedere qualcosa, infatti, studenti e insegnanti sanno poi come si devono muovere senza farsi prendere dal panico.  Ma a quanto pare quel giorno, qualcuno che ha delle difficoltà a muoversi e viene lasciato solo. Anzi, sola. L’insegnante  Maria Concetta Majmone, è ipovedente e insegna inglese in quell’istituto da ben 17 anni. Ha difficoltà ad affrontare quel percorso perché ci sono 24 scalini  e a quanto pare, nessuno ha considerato “le adeguate misure di sicurezza previste dalla legge in favore di lavoratori disabili, tra le quali la figura di un assistente per emergenze reali o simulate”. Tanto che l’insegnante racconta che avendo avuto serie difficoltà, nessuno l’ha aiutata. Solo una bambina di 10 anni si è mossa in suo soccorso. Arrabbiata e delusa la docente chiede il motivo di questa dimenticanza e lo fa chiedendo l’accesso agli atti  “inerenti la prova e il piano di sicurezza della scuola”.

E ricorre. Racconta l’insegnante che, dopo un ricorso al TAR di Latina, dichiarato in parte inammissibile e in parte infondato, lei, consigliata dai suoi avvocati,  porta la questione “al vaglio del Consiglio di Stato ed ottiene giustizia”. I Magistrati componenti il Consiglio, infatti, annullano la sentenza del TAR di Latina, accolgono pienamente le ragioni della docente e condannano contestualmente l’Amministrazione scolastica a rifondere le spese di giudizio alla docente, pari ad euro 2.000 più oneri accessori.

La Dirigente, però, dice l’insegnante, ignora totalmente la sentenza del Consiglio di Stato, costringendo la docente a proseguire nella sua azione giudiziaria.

La docente, con sentenza del 23/01/2018, ottiene nuovamente ragione da parte del Consiglio di Stato che condanna l’Amministrazione scolastica al pagamento di ulteriori spese per euro 5.000, oltre ad accessori di legge e nomina un commissario ad acta al fine di garantire l’esecuzione forzata della sentenza.

Durante “l’iter del procedimento amministrativo, la docente, che nel frattempo era stata assegnata contro la sua volontà al plesso più lontano dell’Istituto per asseriti motivi di sicurezza, invia, tramite il suo legale, un esposto ai Vigili del Fuoco e all’ASL di Latina, rappresentando l’incresciosa vicenda e chiedendo un’ispezione presso l’Istituto, che si conclude con la trasmissione, da parte dei suddetti Organi , degli atti alla Procura della Repubblica di Latina.

La favorevole conclusione della vicenda giudiziaria, dice la Majmone,  ha destato in me sentimenti contrastanti: soddisfazione da un lato, rammarico dall’altro, generato, questo, dalla constatazione che fatti così eclatanti sono accaduti in una Scuola, non in un posto di lavoro qualsiasi, ma nel posto più consono, delegato dalla Legge e dalla Comunità, all’educazione delle nuove generazioni”.

Di diverso avviso su questa questione però è la preside Borchietti: “ Noi abbiamo messo in atto questa prova con tutte le misure. Io sono venuta a conoscenza di questa storia solo quando l’insegnante ha chiesto l’accesso agli atti. Perché non lo ha detto a fine prova, quando tutti devono compilare un modulo in cui devono mettere in evidenza le difficoltà incontrate e consegnarli poi al Responsabile della sicurezza?  Lei al momento non ha fatto nessun rilievo  e l ‘ingegnere ha consegnato quindi un verbale senza anomalie riscontrate”.

Ma durante la prova sono presenti tutti e quindi tutti possono vedere le difficoltà che incontra una ipovedente, anzi sapendo che c’è, si dovrebbe predisporre un aiuto a priori . O no? Come funziona, Preside e chi dovrebbe controllare che tutto vada secondo i piani?

“Certo che ci siamo tutti.  E’ il Responsabile della sicurezza, che da noi è un ingegnere esterno, a progettare il piano di evacuazione. L’aiutano anche i bidelli, che hanno frequentato dei corsi specifici di assistenza ai disabili e non, proprio per le evacuazioni”.

Come mai pur essendo stata condannata la scuola ancora non si chiude questa vicenda?

“Perché  i soldi non li devo dare certo io, ma il Ministero. E la decisione di questo spetta solo all’Avvocatura dello Stato. Non a me”.

 

 

 

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Mariassunta D'Alessio
Giornalista, scrittrice e blogger. Anni di giornalismo alle spalle, prima in città nei due quotidiani più importanti e poi a Roma per 20 anni e più, negli uffici stampa dei Ministri dell'Economia e Finanze e dell'Istruzione, Università e Ricerca. Fino a dirigere negli ultimi anni, Researchitaly, il portale della Ricerca Internazionale. Un'esperienza unica che l'ha portata a vincere anche importanti premi di giornalismo. Ora il suo occhio da cronista oltre che continuare a dirigersi verso cronache nazionali, per affezione torna a curarsi anche della città in cui vive. Si occupa di Pari opportunità praticamente da sempre. Ha scritto libri e realizzato interviste a donne importanti, come Rita Levi Montalcini ( a cui ha fatto la sua ultima intervista-testamento prima di morire), Margherita Hack e tante altre, scienziate e non.