Centrale biometano a Latina Scalo, scatta l’interrogazione. Focus sul rischio di incidente rilevante

L’amministrazione comunale di Latina è chiamata a rispondere al prossimo question time, previsto per il 15 febbraio con inizio alle 9.30, all’interrogazione depositata dal consigliere comunale Nicola Calandrini sulla prossima realizzazione della centrale biometano a Latina Scalo. Si tratta del progetto, presentato dalla società Recall Latina srl, che ha ottenuto dalla Provincia di Latina l’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio dell’impianto. Autorizzata quindi la digestione anaerobica della componente organica dei rifiuti urbani e speciali per un quantitativo massimo annuo di 35.000 tonnellate nel sito prescelto di via delle Industrie allo Scalo.

Le caratteristiche del progetto

Nicola Calandrini

“Il progetto approvato – scrive Calandrini nella sua interrogazione – prevede la realizzazione di un impianto di potenza nominale 1487 kWe per la gestione della frazione organica del rifiuto urbano, mediante trattamento con processo anaerobico ed utilizzo del biogas ottenuto per la produzione di biometano da immettere in rete. Emerge dall’istruttoria della Valutazione di impatto ambientale che nell’impianto saranno trattati i rifiuti biodegradabili di cucine e mense e di rifiuti provenienti dai mercati per una capacità di 96 tonnellate al giorno…. L’area individuata occupa una superficie di 26.450 metri quadrati, all’interno di una superficie di proprietà di circa 60.000 metri quadrati, attualmente inedificata e priva di infrastrutture realizzate ad esclusione di un accesso su Via delle Industrie. L’ambito territoriale circostante è caratterizzato da aree industriali e artigianali e da aree agricole (seminativi e pascoli) nelle immediate vicinanze; il centro abitato più vicino è quello di Latina Scalo, distante circa 1,8 km in direzione nord-est dall’area di impianto, seguito da quello di Sermoneta (circa 4 km), Norma (6 km) e Latina (9 km). Sono presenti inoltre insediamenti residenziali alla distanza di 2 km (Ponte Nuovo) e a seguire Borgo Podgora (7 km) e Borgo Piave (8 km). Sono presenti case sparse a distanza inferiore a 500 metri dall’impianto”.

Prescrizioni e verifiche

Nota alle cronache la preoccupazione degli abitanti della zona che si sono riuniti anche in un comitato spontaneo, il consigliere Calandrini, capogruppo di Fratelli d’Italia per il quale in questo momento è candidato al Senato, ricostruisce nella sua interrogazione gli atti che hanno portato la Provincia a rilasciare l’autorizzazione unica in favore del progetto della Recall. In passato lo stesso consigliere si era dichiarato contrario all’impianto. “Si legge dalla richiamata autorizzazione provinciale che l’istruttoria della Via – scrive Calandrini – si è conclusa con ben 38 punti di prescrizione condizionando l’esecutività del provvedimento assentito a particolari verifiche di ottemperanza, tra cui anche il parere della competente Asl di Latina;  nulla emerge e si dice in ordine al parere di competenza del sindaco per gli aspetti che attengono le tutele degli abitati rispetto all’insediamento di industrie insalubri sul territorio comunale, anche se nella determina dirigenziale di approvazione del progetto di costruzione dell’impianto sono fatti salvi ‘specifici e motivati interventi integrativi o restrittivi da parte dell’Autorità Sanitaria’”.

Qual è stata la posizione del Comune in conferenza dei servizi?

Damiano Coletta

Per queste ragioni Calandrini chiede al sindaco Damiano Coletta di conoscere quale sia stato il parere del Comune di Latina espresso nelle Conferenze dei Servizi indette dalla Provincia di Latina per la conclusione del procedimento di autorizzazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti con produzione di biometano, se nell’espressione di tale parere siano stati valutati tutti gli aspetti e profili connessi con le esigenze di tutela della salute pubblica, dell’ambiente e quelle connesse con il governo del territorio e, in caso affermativo, quale sia stato l’esito degli stessi anche in ragione delle esigenze di tutela ivi connesse e per finire se il sindaco, nella veste di Autorità Sanitaria, abbia adottato o meno eventuali  “specifici e motivati interventi integrativi o restrittivi” fatti salvi dal provvedimento provinciale, ovvero intenda adottarli anche nell’ambito delle competenze specifiche in materia di insediamento di industrie insalubri, e  in caso affermativo quali.

Il rischio di incidente rilevante…

Ma l’interrogazione dell’esponente di opposizione non si esaurisce qui. Calandrini, sulla base della documentazione esaminata, nella sua interrogazione afferma che l’ambito territoriale circostante alla location dell’impianto Recall è caratterizzato da aree industriali e artigianali e da aree agricole (seminativi e pascoli) nelle immediate vicinanze e che riguardo alla presenza dell’aeroporto militare la realizzanda centrale biometano è posizionata ad oltre 500 metri dal limite esterno dell’area di rispetto dell’aeroporto, istituita come zona vincolata. “E’ indubbio che – si legge a tal proposito nell’interrogazione -, all’esito delle varianti apportate al progetto iniziale, è stato configurato un vero e proprio impianto di trattamento rifiuti urbani (frazione organica), localizzato in un’area ubicata ad un centinaio di metri da un’industria soggetta alla normativa sul rischio di incidente rilevante, e dalla ferrovia Roma Napoli, con distacco di poco meno di cento metri dalle case ivi esistenti ed a poca distanza, in linea d’aria, dal centro abitato di Latina Scalo”.

…e gli adempimenti?

Vista la presenza di un’industria soggetta alla normativa sul rischio di incidente rilevante l’ultimo interrogativo di Calandrini rivolto al sindaco di Latina riguarda proprio questo aspetto. Il capogruppo di Fdi chiede di sapere se nel caso specifico siano state osservate le disposizioni relative al controllo del pericolo di incidenti rilevanti, di cui al decreto legislativo 105 del 26 giugno 2015, con riferimento anche a quanto stabilito dall’articolo 22 (assetto del territorio e controllo dell’urbanizzazione, e quali siano stati gli esiti di verifica sugli eventuali rischi ivi connessi.

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