Aprilia, le osservazioni contro la discarica di Carmen Porcelli: “Lo scempio di Casalazzara si può evitare. Basta volerlo”

Carmen Porcelli
Mentre la visita di Zingaretti alla ex Claudia non è stata l’occasione per parlare di salute, ambiente e tutela del territorio e anche oggi, durante il consiglio comunale, alla minaccia derivante dalla richiesta della Ecosicura sono stati dedicati solo pochi minuti, in sordina i consiglieri di opposizione sono al lavoro per elaborare le osservazioni necessarie a contrastare la discarica di Casalazzara in conferenza dei servizi per il rilascio di Via e Aia. Se il consigliere Roberto Boi ha affidato ai social una bozza preliminare di osservazioni cui i comitati potranno a loro volta rifarsi per cercare di bloccare quel progetto, anche la consigliera di Primavera Apriliana sottolinea l’esigenza di preservare la vocazione agricola del territorio. Una azione concreta contro la discarica, cui si aggiungono amare considerazione contro una amministrazione accusata di fare troppo poco per bloccare il progetto. «Comprendiamo – spiega Carmen Porcelli- le ragioni che spingono la Regione a risolvere il problema dei rifiuti cercando alternative a Malagrotta. Quello che ci risulta incomprensibile è che consente a chiunque ne faccia richiesta di presentate progetti stilati in barba al quadro programmatico vigente, in contesti che ancora presentano caratteristiche naturali non compromesse, a spregio totale della vincolistica basilare come la distanza  dai corpi idrici, dall’infrastruttura ferroviaria, dai terreni agricoli di pregio, dalle fasce boscate, dai vincoli paesaggistici….ecco, questo, al pari dell’ecomostro della turbogas, è l’ennesimo sfregio al patrimonio naturale, al paesaggio, alla popolazione, alle risorse agricole e idriche. Se il sindaco di Aprilia volesse realmente tutelare la salute dei cittadini, se volesse garantire la destinazione urbanistica delle aree agricole, preservare la bellezza del paesaggio non dovrebbe chiedere al candidato alla presidenza della Pisana se la Regione Lazio approverà il progetto di discarica proposto dalla società Ecosicura in località Colli del Sole; non dovrebbe nemmeno produrre uno strumento urbanistico specifico, gli basterebbe semplicemente applicare la legge, la stessa legge che stabilisce che i terreni a vocazione agricola debbono rimanere tali».
L’esponente di Primavera Apriliana, supportata dai suoi tecnici di fiducia, è al lavoro per analizzare il progetto della Ecosicura ed elaborare osservazioni mirate.
«Abbiamo a disposizione pochissimi giorni – aggiunge Porcelli -per presentare le osservazioni, maggiore sarà il numero di cittadini, di comitati, associazioni che si opporranno a questo impianto e maggiore sarà la pressione sulla Regione Lazio che dovrà decidere nel merito. Stupisce invece il ritardo della maggioranza Terra nell’affrontare questa vicenda: servono tecnici preparati per osteggiare questo progetto, non si può improvvisare con il rischio di non aver battuto tutte le strade possibili. Realizzare una discarica vuol dire distruggere un territorio e tutto quello che c’è intorno e se un terreno è versato all’attività agricola è perché possiede delle particolarità. Le attività agricole per proseguire nella produzione debbono mantenere inalterate nel tempo alcune caratteristiche, non solo il terreno ma anche le falde freatiche ad esempio. Siamo sicuri che quelli scelti siano terreni adatti? Lo strumento urbanistico che stabilisce che quell’area è versata all’agricoltura è il PRG che sarà anche superato ma alla sua stesura hanno contribuito un agronomo, un geologo, i quali hanno stimato le qualità di quel terreno. A prescindere dalla speculazione immobiliare che ha distrutto una parte di territorio se si è deciso che quella zona è da tutelare perché è ricca di acqua, di fossi e coni vulcanici essa va preservata ricorrendo ad ogni strumento che la legge mette a disposizione: lo dicono il PRG, il PTPR, il  PRAE, il PAI,  la legislazione sismica ed idrogeologica, la costituzione  la quale prevede che i quadri naturali vadano tutelati a beneficio delle future generazioni». Secondo il candidato sindaco di Primavera Apriliana, gli strumenti per evitare la realizzazione dell’impianto ci sono: basta volerli usare.
«Bisogna uscire da questa logica secondo la quale “è la regione che ce lo chiede” -commenta la consigliera –  la regione non obbliga a fare nulla, se un progetto si realizza è perché la classe politica lo vuol realizzare. Se c’è qualcuno che può avocare a sé una decisione, per determinate questioni di urgenza, può essere il presidente del consiglio e non il presidente della regione. In Italia non è solo l’urbanistica a stabilire la destinazione di un terreno, se questo è agricolo intervengono anche gli standard edilizi che sono necessariamente diversi. Un immobile realizzato in zona agricola deve essere versato per l’attività agricola e questo vale sia sotto l’aspetto edilizio che urbanistico. Pensiamo alla viabilità: l’aspetto più eclatante del progetto è l’accesso dei mezzi dalla ardeatina attraverso uno stradino interpoderale e di una strada ex novo per far accedere al sito i mezzi di conferimento, proprio nell’alveo del fosso vincolato dell’ Acquabuona in area demaniale: realizzare un raccordo equivale a consumare altro suolo».

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