Latina, il canile di nuovo in emergenza. Il Comune da gennaio in ritardo con l’erogazione dei fondi

Il canile di Latina è di nuovo in gravi difficoltà: superati gli intoppi burocratici che avevano bloccato l’erogazione dei fondi da parte del Comune lo scorso novembre, da gennaio di nuovo l’associazione Amici del Cane che gestisce la struttura non riceve i contributi spettanti e si trova in gravi difficoltà.

“Risolte con fatica le beghe burocratiche che lo scorso novembre avevano portato al ritardo dell’erogazione dei fondi, ad oggi si ripresenta nuovamente la medesima situazione – fa sapere l’associazione Amici del Cane -: il Comune tarda con i pagamenti spettanti, da gennaio a oggi ancora non è stato versato alcun contributo. Nuovamente i volontari dell’Associazione, ormai demoralizzati, si trovano a non saper come pagare i fornitori di medicinali e cibo e gli stipendi degli operatori che si occupano dei circa 700 cani per conto del Comune”.

L’Associazione, pertanto, chiede al sindaco di Latina di comprendere che i notevoli ritardi nell’erogazione dei fondi “hanno bloccato, tra le tante cose, anche i lavori di adeguamento dei locali richiesti dalle Asl, affinché il canile comunale possa divenire oltre che un rifugio degli amici a quattro zampe randagi anche un canile sanitario che controlla lo stato di salute dei pelosi accalappiati”. Attualmente il servizio di canile sanitario è offerto da una clinica privata “i cui costi per l’anno 2018 – precisa l’associazione – sono stati stimati dall’Amministrazione comunale per 80mila euro, e che se invece fosse interno al canile comunale, costerebbe infinitamente di meno”.

Il canile in questi quattro mesi ha pagato conti e stipendi grazie alle donazioni dei privati e all’erogazione del 5xmille che tanti sostenitori hanno destinato alla Onlus. “I fondi sono agli sgoccioli e nel mese di aprile purtroppo non sono state pagate le fatture per forniture indispensabili e gli stipendi degli operatori”, fanno sapere gli Amici del cane.

“I volontari hanno resistito finora perché proteggono chi non ha voce, perché il loro fine è quello di fare il meglio per gli amici a quattro zampe più sfortunati, ma le loro forze si stanno esaurendo e chiedono un intervento tempestivo che porti a regolarizzare il tutto”, conclude l’associazione.

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