Flop Abc Latina, Calandrini chiede le dimissioni di Lessio e consiglio di amministrazione

Demetrio De Stefano, presidente del consiglio di amministrazione dell'Abc, il sindaco di Latina Damiano Coletta e Roberto Lessio, assessore comunale all'Ambiente

Il consigliere comunale di Latina Nicola Calandrini chiede le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Roberto Lessio e dei componenti del consiglio di amministrazione dell’Abc. Il motivo è legato al flop dell’azienda speciale, a 360 gradi: mancato decollo del servizio di raccolta differenzia porta a porta, mancato raggiungimento degli obiettivi di percentuali di differenziata, mancati investimenti rispetto al cronoprogramma, mancato allineamento tra il progetto approvato dal Consiglio comunale e le decisioni del management aziendale, con conseguenti ritardi nell’approvazione del piano industriale e del bilancio, eccetera eccetera.

Calandrini, esponente di Fratelli d’Italia, in particolare chiede le dimissioni dell’assessore Lessio “per le responsabilità nella gestione di un procedimento che fa acqua da tutte le parti, per la stratificazione  di errori su errori,  e che rischia di scrivere una delle pagine più brutte della storia amministrativa di questa Città: se l’esito del ricorso al Consiglio di Stato, la cui udienza dovrebbe essere stata fissata per il 21 febbraio, non sarà positivo per  il Comune – e spero vivamente per il bene di tutti che questo non accada – il danno sarebbe enorme”. Il ricordo al Consiglio di Stato è stato presentato dalla società De Vizia per la riforma della sentenza del Tar. Come si ricorderà la società De Vizia si era affidata alla giustizia amministrativa impugnando gli atti relativi all’affidamento del servizio di igiene urbana all’azienda speciale dopo che il Comune aveva annullato gli atti della gara europea per la quale la ricorrente aveva presentato la propria offerta.  Il Tar con sentenza del 2 luglio scorso aveva dichiarato inammissibile il ricorso della De Vizia. La stessa società ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, la cui causa dovrebbe discutersi nelle prossime settimane.

Calandrini chiede le dimissioni dei componenti del Consiglio di amministrazione “perché hanno abbondantemente dimostrato di non rispettare gli indirizzi del Consiglio Comunale, a cui la loro attività doveva uniformarsi, e per il solo fatto di aver tentato di condizionare l’Ente in scelte fuori dai canoni normativi, accreditandosi, attraverso lo strumento inconferente del Piano Industriale, attività che non gli sono state mai affidate dal Consiglio Comunale (gestione integrale del ciclo dei rifiuti; applicazione della tariffa rifiuti puntuale e sua gestione)”.

Calandrini, infine si appella al sindaco Damiano Coletta affinché intervenga subito e senza esitazioni con la revoca degli incarichi a Lessio e al Cda nel caso in cui le dimissioni volontarie non arrivassero in tempi brevissimi.

 

 

 

 

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