Latina, Marco Torella premiato a Roma: è tra i migliori docenti d’Italia

Un momento della premiazione

Quando si sceglie la strada della docenza, il traguardo più atteso è sempre quello di lasciare qualcosa di sé nei ragazzi, aiutarli a trovare la propria strada e permettere loro di crescere.

In foto, Marco Torella con il premio

Quello ricevuto a Roma – come raccontato sui suoi profili social – è invece un obiettivo “inaspettato” per Marco Torella, professore di tecnologia presso l’IC Frezzotti-Corradini di Latina, premiato come miglior docente italiano agli “Atlante Italian Teacher Award 2026”, rassegna patrocinata dal quotidiano “La Repubblica”, dal Ministero della Cultura e da United Network, quest’ultimi curatori, tra i tanti, anche del progetto IMUN. Torella, dal 2014, è anche uno dei coach del team “Steam Power”,gruppo attivo nella competizione mondiale di scienza e robotica First Lego League, nonché formatore MIUR per il progetto “Scuola Digitale”.

Per partecipare al progetto, era necessario inviare un progetto e sottoporsi ad un’analisi dettagliata del proprio percorso nel campo della docenza, a cui hanno partecipato centinaia di docenti in tutta Italia. Al Brancaccio, poi, sono arrivati solo sei docenti, finalisti della rassegna.

“Ho ricevuto il primo premio. È un riconoscimento che formalmente va a un docente, ma sarebbe riduttivo leggerlo così. Perché questo risultato nasce da un lavoro che è, prima di tutto, collettivo.

In foto, il premio vinto da Torella

Nasce dai ragazzi e dalle ragazze degli Steam Power, che con il loro lavoro e la loro passione hanno dato senso, energia e direzione a tutto il percorso. Nasce da Valentina, collega e coach, con cui condivido idee, dubbi, fatiche e risultati. Nasce da una comunità scolastica che ha scelto di sostenere, e non ostacolare, un modo di fare scuola forse un po’ diverso, ma profondamente concreto.

lo sono la persona che oggi riceve il premio. Ma quello che viene riconosciuto è un lavoro fatto insieme, giorno dopo giorno, mattoncino dopo mattoncino. Perché alla fine, quello che resta non è il premio, ma il percorso fatto insieme”