Addio a Peppino di Capri, il ricordo di quella magica notte a Latina

Il mondo della musica leggera italiana è in lutto. Si è spento all’età di 87 anni, dopo una lunga malattia, Peppino di Capri(all’anagrafe Giuseppe Faiella). Nato sull’isola azzurra il 27 luglio 1939, l’artista lascia una straordinaria eredità artistica e i tre figli Igor, Edoardo e Dario. I funerali si terranno domani alle ore 17:00 nella chiesa di Santo Stefano, a pochissimi passi dalla sua amata ed eterna Piazzetta di Capri. La sua è stata una carriera precocissima e costellata di traguardi memorabili: dai trionfi al Festival di Sanremo (vinto ben due volte) fino a veri e propri inni generazionali come Champagne, Roberta, Let’s Twist Again e St. Tropez Twist. Un talento puro che lo ha visto calcare i palcoscenici più prestigiosi del mondo, senza mai dimenticare il contatto intimo e caloroso con il suo pubblico.

Anche la terra pontina piange oggi il grande interprete, ricordando con profonda commozione il legame speciale che l’artista ha saputo stringere con la città di Latina. Resta scolpito nella memoria collettiva l’indimenticabile concerto del 14 luglio 2018 all’Arena Coni di Latina, uno degli appuntamenti più luminosi del I Salotti Musicali Summer Festival. L’evento, firmato dall’Associazione Culturale Eleomai in stretta collaborazione con la Fondazione Varaldo Di Pietro, si trasformò in una serata di altissimo valore non solo artistico, ma anche emotivo: in quella stessa occasione, infatti, la Fondazione volle omaggiare la memoria di un altro indimenticato e grande musicista del territorio, Orazio Di Pietro. In quella calda notte di luglio, Peppino di Capri incantò Latina con la sua classe senza tempo, regalando alla platea pontina un viaggio emozionante tra i suoi più grandi successi.

L’ultima sua apparizione pubblica risale a un anno fa quando, circondato dall’affetto di una platea in piedi per lui, aveva impugnato ancora una volta il microfono per cantare Champagne e Il sognatore insieme ai Capri Rockers, la band capitanata dal figlio Edoardo. Oggi Latina e l’Italia intera si stringono intorno alla famiglia, salutando un gigante gentile della nostra canzone.