ATC Latina 1 nel caos: ancora nessun presidente, stagione venatoria a rischio

A un passo dall’avvio della stagione venatoria 2026-2027, l’Ambito Territoriale di Caccia ATC Latina 1 sprofonda nell’ennesimo stallo istituzionale. Dei dieci Ambiti Territoriali del Lazio, solo quello pontino continua a non trovare pace e rimane, dopo mesi di rinvii e indecisioni, senza un presidente.

Una situazione paradossale, nata dopo le dimissioni del presidente eletto in quota Coldiretti a un solo mese dall’inizio del mandato. Il percorso per ripristinare la legalità e l’operatività dell’ente sembrava avviato: il 28 luglio si era tenuta l’assemblea per eleggere il nuovo consigliere indicato dall’organizzazione agricola, seguita dalla convocazione d’urgenza del consiglio direttivo per il 31 luglio, con all’ordine del giorno proprio l’elezione del nuovo presidente.

Il 31 luglio, tuttavia, la situazione è precipitata: sono giunte le dimissioni del consigliere appena eletto e alla seduta del consiglio direttivo, convocata per le ore 18:00, si è presentata un’altra persona che sosteneva di essere il nuovo designato di Coldiretti, ma – a quanto risulta – priva dei titoli per presenziare.

Le conseguenze di questo stallo ricadono interamente sui cacciatori e sulla gestione del territorio. Le scadenze da rispettare sono imminenti e cruciali per il comparto:

Ripopolamento fauna: da completare entro il 31 agosto con impegni di spesa già assunti dal commissario;

Caccia al cinghiale: approvazione e definizione dei disciplinari;

Aggiornamento cartografico e gestione dei danni all’agricoltura.

Tutti i punti sono stati rinviati al prossimo 1° settembre, riducendo al minimo i tempi utili prima dell’apertura della caccia.

Profonda la delusione espressa da Massimo Rubeca, che ha commentato con amarezza la piega presa dagli eventi:

“I problemi da affrontare sono molteplici: il ripopolamento entro il 31 agosto, il disciplinare della caccia al cinghiale, le cartografie, i danni all’agricoltura… e invece si rinvia tutto al 1° settembre. Mi sento profondamente amareggiato e mi auguro che ci sia un immediato scatto d’orgoglio da parte di tutti.”

Mentre l’incertezza regna sovrana, resta il nodo su chi sia il nuovo profilo caldeggiato da Coldiretti: un identikit su cui si concentrano ora le attenzioni del settore e che nelle prossime ore potrebbe chiarire le dinamiche di questa infinita fumata nera.