Un’altra giornata di paura sul fronte degli incendi ha cinto d’assedio la città, mettendo a dura prova la macchina dei soccorsi. Due vasti roghi, alimentati dal vento e favoriti dall’abbandono in cui versano ampie porzioni di vegetazione incolta, hanno mandato in tilt la viabilità ed esposto a gravi rischi strutture sanitarie ed ex aree industriali. Dietro la violenza e la concomitanza degli eventi si allunga quasi certamente l’ombra dei piromani.
Il primo allarme è scattato nella tarda mattinata lungo la statale Pontina, nei pressi dell’ospedale ortopedico Icot. Il fuoco, partito originariamente dalla complanare di via Ferrazza — dove ha incenerito sterpaglie e scarti a ridosso di un rudere —, ha poi preso forza sul versante opposto di via Faggiana. Le fiamme si sono propagate in pochi minuti nella boscaglia retrostante l’ospedale, divorando le piante e le strutture dell’ex vivaio Dionigi.
Momenti di forte apprensione si sono vissuti quando una densa nube di fumo ha avvolto il parcheggio della clinica: dipendenti e operatori sanitari si sono dovuti attivare con le manichette antincendio della struttura per contenere il rogo ed evitarne il contatto con l’ospedale, in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. L’arteria stradale di via Faggiana è stata temporaneamente chiusa dalla Polizia Locale per consentire le prolungate operazioni di spegnimento, mentre i Carabinieri hanno avviato i primi rilievi investigativi.
Poche ore dopo, nel primo pomeriggio, un secondo grave episodio si è verificato all’altezza del chilometro 66 della Pontina, nei pressi di Borgo Piave e dell’Istituto Agrario. Le fiamme, sospinte dalle raffiche di vento tra canneti e vegetazione secca, hanno rapidamente avvolto e distrutto alcuni capannoni dismessi tra via del Bastione e strada Acqua Alta. Il fumo denso e la vicinanza del fuoco alle carreggiate hanno costretto l’Anas e la Polizia Locale a bloccare sia il traffico sulla statale Pontina che la circolazione sulle adiacenti strade comunali. Squadre dei Vigili del Fuoco hanno dovuto sganciarsi a fatica dal primo intervento all’Icot per accorrere a domare il secondo rogo, a testimonianza di una vera e propria giornata d’emergenza.









